TERREMOTO E GIUSTIZIA

Ricostruzione, il Tar boccia il Comune de L’Aquila

Caso ruota intorno ad un aggregato

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Ricostruzione, il Tar boccia il Comune de L’Aquila
L’AQUILA. Un brutto colpo per l’amministrazione pubblica.

Ora dopo la bocciatura potrebbero arrivare anche altre conseguenze se chi si sente danneggiato dovesse decidere di procedere e chiedere un risarcimento.
Il Tribunale amministrativo regionale d'Abruzzo ha bocciato il Comune dell'Aquila su una vicenda di ricostruzione post-terremoto.
La vicenda è quella relativa a un aggregato da ricostruire prima pubblicato e poi cancellato. La questione esaminata dai giudici del Tar riguarda l'aggregato costituito da palazzo Vastarini-Cresi e dall'ex monastero Santa Teresa, di proprietà pubblica.
All'inizio il Comune aveva inserito in un unico aggregato i due fabbricati vincolati e i proprietari avevano avviato le pratiche per la costituzione del consorzio obbligatorio.
Successivamente l'amministrazione ha cambiato idea, scindendo i fabbricati e assegnandoli a due distinti aggregati, pur in presenza di una continuità strutturale certificata dalla sovrintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici (Bap) e ribadita dal direttore regionale dei Beni culturali, Fabrizio Magani.
A quel punto è scattato il ricorso dei proprietari e accolto dal giudice amministrativo, che ha condannato il Comune anche al pagamento di 2.500 euro di spese processuali. I proprietari ora denunciano di «aver perso un anno» e minacciano di inviare le carte alla Corte dei conti.