SICUREZZA IN CITTA'

«A Francavilla prostitute e delinquenti, serve un referendum»

L’appello arriva dal coordinatore provinciale del Codacons Chieti, Vittorio Ruggieri

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2534

«A Francavilla prostitute e delinquenti, serve un referendum»
FRANCAVILLA AL MARE. Un referendum cittadino per potenziare la presenza delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza) a Francavilla.

L’idea parte dal coordinatore provinciale del Codacons Chieti (centro tutela cittadini, utenti, consumatori, piccole imprese) Vittorio Ruggieri.
La richiesta prende le mosse da un’attenta osservazione sul territorio urbano. Secondo Ruggieri, infatti, a Francavilla sono concentrate numerose attività che nascondono o possono nascondere attività illecite oltre al fatto che fin dagli anni Settanta la città è stata meta preferita delle istituzioni giudiziarie per mandare al confino esponenti della criminalità.
Destano dunque allarme per l'associazione i numerosi negozi di compro e vendo oro che nel 90% dei casi, secondo Ruggieri, «servono a riciclare denaro sporco; così come basta sfogliare gli annunci sul giornale per rendersi conto che l’attività di prostituzione è prevalentemente concentrata nella zona nord della città».
La polizia municipale ed i carabinieri sono insufficienti per fronteggiare questi fenomeni ed è per questo che secondo Ruggieri è necessario un referendum per la realizzazione della tenenza dei carabinieri nella zona nord di Francavilla al Mare, «in quanto riteniamo essere la zona che deve essere maggiormente presenziata dalle forze dell’ordine».
«Bisogna intervenire subito», ha commentato il coordinatore del Codacons, «per individuare strategie di rilancio e sviluppo della città tenendo in debito conto la fragilità del territorio francavillese e la sua permeabilità ad interessi che, una volta consolidati, renderebbero la nostra città invivibile».
Ruggieri ha infine sottolineato come Francavilla pur essendo stata tra le prime in Italia a dotarsi di uno statuto comunale all’indomani dell’entrata in vigore della 241 nel giugno 1990 con l’amministrazione Angelucci, «è tutt’ora sprovvista dei regolamenti attuativi che consentono di indire e di svolgere un referendum cittadino». Perciò auspica che l’amministrazione Luciani ponga fine al più presto a questo deficit di democrazia partecipativa.