RIFIUTI E VELENI

Seab di Chieti, nessuna sospensione. Provvedimento già revocato

Sul Bura la sospensione dell'autorizzazione ma in realtà...

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Seab di Chieti, nessuna sospensione. Provvedimento già revocato
CHIETI. L'azienda Seab di Chieti scalo, che gestisce grandi volumi di rifiuti, è finita spesso sulle pagine della cronaca locale a seguito degli incendi che l'hanno interessata in questi anni.

Quello del 2009 durò tre giorni e provocò un'immensa nube che si propagò a decine di chilometri di distanza. Ci fu l'emissione di un notevole numero di sostanze inquinanti.
Il primo fu a luglio del 2009: un rogo di proporzioni devastanti scoppiò nello stabilimento di Via Penne. Una coltre intensa di fumo restò sospesa in aria a lungo. Ci vollero diversi giorni perché la situazione tornasse alla normalità e l’effetto fu un’ ordinanza del sindaco di Chieti che vietò in via precauzionale la vendita di frutta verdura che provenivano non solo da Chieti ma anche in diversi centri del comprensorio chietino (da Miglianico, Ortona, Ripa, San Giovanni Teatino, Torrevecchia e Francavilla).
L’ordinanza venne poi ritirata quando venne certificata la presenza nei limiti di diossina
Un secondo incendio è avvenuto nel 2011.
Adesso il Wwf ha scoperto, consultando il Bura, che la Regione Abruzzo ha sospeso l'autorizzazione all'azienda gestita dai fratelli Bellia per un periodo di 90 giorni. La Regione ora impone di adempiere a numerose prescrizione tra cui quella di allontanare rifiuti giacenti all'interno dell'impianto e di presentare il certificato anti-incendio, nonché di fornire un progetto di adeguamento. Alla scadenza dei termini di sospensione l’Arta dovrà effettuare un sopralluogo presso l’impianto per verificare l’eliminazione di tutte le irregolarità rilevate.
Il Wwf esprime «forte preoccupazione» per questa situazione ed invita le istituzioni a mantenere «la massima vigilanza su tutte le attività che riguardano i rifiuti in val Pescara».

Non c’è stata e non ci sarà «nessuna sospensione dell’attività della società Seab» in quanto il 10 agosto scorso, «c’è stata la revoca del provvedimento di sospensione». 
A chiarire la situazione denunciata dal Wwf ci pensa l’avvocato Vittorio Supino per conto della società di smaltimento rifiuti di Chieti Scalo. Il legale contesta le notizie «gravemente lesive» che nelle ultime ore hanno fatto il giro di tutti i principali quotidiani della regione e che avrebbero «leso il buon nome della società, l’onore e la reputazione del signor Walter Bellia, suo amministratore unico».
Il legale mostra anche un documento, proprio del 10 agosto, firmato dal dirigente Franco Gerardini, nel quale si comunica alla Seab, al Comune di Chieti, ma anche alla provincia di Chieti, all’Arta e alla Procura di Chieti che la Regione «a seguito di una attenta analisi della documentazione consegnata ha provveduto a revocare la sospensione». Sempre l’amministrazione regionale «ha preso atto delle certificazioni presentate inerenti la conformità dell’impianto e la riattivazione della validità del certificati di prevenzione incendi».  
«Si comunica alla società», conclude il documento, «che le attività possono proseguire».  
«PROVVEDIMENTO GIA’ REVOCATO»

Non c’è stata e non ci sarà «nessuna sospensione dell’attività della società Seab» in quanto il 10 agosto scorso, «c’è stata la revoca del provvedimento di sospensione». A chiarire la situazione denunciata dal Wwf ci pensa l’avvocato Vittorio Supino per conto della società di smaltimento rifiuti di Chieti Scalo. Il legale contesta le notizie «gravemente lesive» che nelle ultime ore hanno fatto il giro di tutti i principali quotidiani della regione e che avrebbero «leso il buon nome della società, l’onore e la reputazione del signor Walter Bellia, suo amministratore unico».Il legale mostra anche un documento, proprio del 10 agosto, firmato dal dirigente Franco Gerardini, nel quale si comunica alla Seab, al Comune di Chieti, ma anche alla provincia di Chieti, all’Arta e alla Procura di Chieti che la Regione «a seguito di una attenta analisi della documentazione consegnata ha provveduto a revocare la sospensione». Sempre l’amministrazione regionale «ha preso atto delle certificazioni presentate inerenti la conformità dell’impianto e la riattivazione della validità del certificati di prevenzione incendi».  «Si comunica alla società», conclude il documento, «che le attività possono proseguire».