SANITA' PRIVATA

Asta deserta per Villa Pini. Nessuna offerta d’acquisto, la clinica torna alla curatela

Il contratto di affitto del Policlinico Abano Terme scade infatti a fine mese

Sebastiano Calella

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Sebastiano Calella

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Il commercialista Cancelli (a sinistra) ed alcuni dipendenti

Il commercialista Cancelli (a sinistra) ed alcuni dipendenti

CHIETI. Asta deserta per Villa Pini. Nessuna offerta per l’acquisto è pervenuta, infatti, alla curatela fallimentare entro il termine delle ore 18 di ieri e quindi l’appuntamento con il notaio Alfredo Pretaroli per l’apertura delle buste – previsto per le 11,30 di oggi – è servito solo a sottoscrivere un verbale di “diserzione”.

Fuori, ad aspettare, una decina di dipendenti preoccupati per il loro futuro. Il verbale, molto sintetico, certifica che nessuno ha risposto all’asta e sarà inviato subito al giudice delegato ed al comitato dei creditori per le decisioni da assumere, visto che il 28 settembre prossimo, alle ore 24, scade il contratto di affitto con il Policlinico Abano Terme dell’imprenditore Nicola Petruzzi. 

Se non ci saranno fatti nuovi, con l’uscita di scena dell’affittuario che ha gestito e rilanciato Villa Pini e che deve lasciare la clinica, in realtà la decisione da prendere sarà solo quella sulla continuità o meno dell’attività di Villa Pini, con tutto quello che significa per il posto di lavoro dei 600 dipendenti in servizio e per gli altri ancora in cassa integrazione.

Ma dalla natura del provvedimento del Tribunale fallimentare che ha deciso l’esercizio provvisorio, l’unica strada percorribile sembra essere quella della gestione dell’azienda diretta da parte della curatela, il cui compito istituzionale è quello di valorizzare il bene avuto in gestione con il fallimento per poi venderlo ed assicurare ai creditori il massimo dei soldi possibili. Quindi dopo la gestione, ci sarà un nuovo avviso di vendita probabilmente più fortunato, visto che sull’esito negativo dell’asta hanno giocato diversi fattori che non hanno incoraggiato le offerte. Su tutti l’attesa per la pronuncia del Consiglio di Stato sui ricorsi contro l’accreditamento presentati dalle altre case di cura ma anche i recenti tagli operati dalla Regione sia con l’applicazione del decreto sui tagli dei 21 posti letto (è saltato infatti al completo il reparto di lungodegenza) sia con la spending review, che ha inciso con il 10% sul budget.

In effetti nei documenti dell’asta erano indicati questi “caveat”, cioè queste situazioni di rischio e i possibili acquirenti ne erano informati. E le notizie sulla cura dimagrante della clinica – ma non solo di Villa Pini - filtrate anche dalla cronaca avevano prodotto una diffida presentata dal Policlinico Abano Terme che chiedeva la sospensione della vendita in quanto la valutazione di 30 milioni e 282 mila euro della base d’asta sarebbe stata eccessiva alla luce delle ultime decisioni della Regione. La notizia dell’asta deserta si è diffusa rapidamente tra i dipendenti, delusi per la mancata vendita che ripropone i fantasmi del passato. Il rammarico maggiore che si avverte tra i dipendenti e tra i sindacalisti è stato quello di registrare il disinteresse della Regione: in questi tre anni circa dal fallimento, invece di aiutare l’azienda molti provvedimenti l’hanno penalizzata mettendo in difficoltà quelli che in concreto – dal giudice delegato alla curatela allo stesso Petruzzi ai sindacati – hanno tentato di salvare il salvabile. Ma Villa Pini resiste.