IL PERICOLO RICORSI

«Il governo inserisca più deroghe nel concorsone de L’Aquila»

E’ l’appello di Giorgio De Matteis

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Giorgio De Matteis

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L’AQUILA. Un invito al Governo a rivedere la norma che stabilisce il concorsone de L’Aquila e ad inserire qualche deroga in più.

La pensa così il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che ieri in una conferenza stmpa ed in un comunicato "per soli tecnici" spiega le ragioni di possibili problemi al concorsone. Esternazioni fuori tempo massimo visto che si sapeva che il concorso era già stato predisposto e che sarebbe stato pubblicato sulla Gazzetta l'11 settembre come di fatti è avvenuto.
Mentre infatti l'articolo 67 del D.L. 22 giugno 2012, n.83, come inserito dalla legge di conversione 7 agosto 2012 (che fissa i criteri del concorsone) ha deciso che, nell’assumere i vincitori del concorsone, i Comuni possano agire in deroga al patto di stabilità e della norma che limita del 50%, le spese legate al personale, non prevede nessuna deroga per tutte quelle procedure che precedono un normale concorso pubblico (come l’approvazione del programma triennale del fabbisogno di personale da parte del Comune e la procedura di mobilità interna).
Ecco in sostanza cosa dice la norma: siccome la ricostruzione viene prima di tutto ed abbiamo bisogno di personale abbiamo indetto il concorsone. Per assumere personale, si sa, c’è bisogno di soldi. Perciò i Comuni possono usare i soldi anche se questo significa sforare il patto di stabilità o altri obblighi economici. Quanto alle procedure selettive pubbliche da seguire, invece, siamo spiacenti, esse restano in piedi.

Così dice letteralmente la norma:«al fine di fronteggiare la ricostruzione conseguente agli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009, il comune dell'Aquila e i comuni del cratere sono autorizzati, in deroga a quanto previsto dall'art. 76, commi 4 e 7, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, ad assumere a tempo indeterminato, a decorrere dall'anno 2013, complessivamente 200 unità di personale, previo esperimento di procedure selettive pubbliche, di cui fino a 128 unità assegnate al comune dell'Aquila e fino a 72 unità assegnate alle aree omogenee......».
Se il Comune de L’Aquila non rispetterà queste procedure pubbliche, tutti gli atti posti in essere, osserva De Matteis, «potrebbero essere nulli con il risultato, anche nei confronti dell'opinione pubblica, di un'azione del tutto inefficace rispetto alla finalità di fronteggiare la ricostruzione delle zone terremotate».
A questo punto, due sono le strade: o si procede rispettando le norme o si chiede al Governo di inserire nella legge sul concorsone una deroghetta a queste norme.
Al riguardo De Matteis è chiaro: «è necessario che il legislatore torni nuovamente a ponderare gli interessi in gioco per valutare l'opportunità di riconoscere un più ampio regime derogatorio, rispetto al vigente quadro ordinamentale, alle possibilità assunzionale riconosciute alle aree colpite dal sisma».
In parole povere: «il Governo riveda la norma».