L'INCHIESTA

Truffa ricostruzione, l’imprenditore arrestato si difende: «tutto in regola»

Questa mattina l’interrogatorio

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Truffa ricostruzione, l’imprenditore arrestato si difende: «tutto in regola»
L’AQUILA. «Non l'ho difeso io, si è difeso da solo».

Ha detto così il legale del costruttore aquilano Carlo Ciotti, agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila nota come 'Ricostruziopoli', al termine dell'interrogatorio odierno del suo assistito.
L’imprenditore è accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso nell'ambito dei lavori della ricostruzione. Sono anche stati sequestrati denaro ed altri beni per un totale di 700 mila euro.
L’indagine dei finanzieri aquilani, coordinata dall’ex procuratore della Repubblica del capoluogo, Alfredo Rossini, recentemente scomparso, e diretta dal pm Antonietta Picardi, ha fatto luce su presunte indebite percezioni di fondi pubblici nell’opera di ricostruzione di numerosi condomìni, ville e case, tutte nel capoluogo.
Oltre all’ imprenditore, sono indagati diversi tecnici, per aver asseverato lavori mai eseguiti ovvero eseguiti in forma diversa da quella reale, un amministratore di condominio e alcuni proprietari di abitazioni, beneficiari dell’aiuto di Stato, per un totale di 43 persone.
«Siamo d'accordo con la Procura – ha detto questa mattina l’avvocato di Ciotti Ferdinando Paone - per chiedere un incidente probatorio per tutti i cantieri affinché emerga la verità».
«Il mio assistito - ha aggiunto con i giornalisti il legale - ha dichiarato come stavano le cose, cioé che i lavori sono stati fatti tutti; anzi, forse ne sono stati fatti anche di più rispetto a quelli preventivati».
Secondo Paone, «la Procura si è resa conto che non hanno giustificazione le relazioni del Comune, in cui non si parla comunque di 'lavori non eseguiti' bensì 'non documentati', perché la pratica di finanziamento che prevedeva che si dovessero allegare alcune fotografie non ha giustificazione. Lì dove al Comune non hanno trovato fotografie hanno detto lavori contestati - ha aggiunto -; da questo a dire lavori non fatti, e quindi reato di truffa, ce ne passa». Quanto a Ciotti, «abbiamo presentato istanza per la remissione in libertà, stiamo aspettando che il pm vada nei suoi uffici per esprimere il parere - ha concluso l'avvocato -. Credo che anche questa dovrebbe essere accolta. Oggi? No, stamattina stessa».