IL CASO

Murales Flaiano cancellato a Piazza Unione

Mascia: «dispiaciuto, gesto a nostra insaputa»

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Murales Flaiano cancellato a Piazza Unione
PESCARA. E’ stato cancellate il murales di Flaiano dall’edificio di piazza Unione-Largo dei Frentani.

«Lo hanno fatto a mia insaputa», conferma oggi il primo cittadino Luigi Albore Mascia, che si dice dispiaciuto per quanto accaduto. Proprio il sindaco, insieme all’autore del murales Christian Serafini, nei mesi scorsi, si erano spesi in prima persona per non far rimuovere il disegno sul palazzo di piazza Unione, precisamente sulla parete che si affaccia su largo dei Frentani, a pochi passi dalla casa natale di Flaiano.
La protesta era stata determinata dall’allestimento del ponteggio per la ristrutturazione del fabbricato da parte della nuova proprietà, lasciando intendere la ritinteggiatura della parete e quindi con il rischio di veder cancellare il dipinto stesso.
«Dinanzi all’urgenza della protesta, come primo atto», ricorda oggi Mascia, «abbiamo effettivamente verificato che la materia era stata trattata con estrema leggerezza e superficialità dagli amministratori che ci hanno preceduto, i quali, fatta l’opera su una proprietà privata, non si erano neanche preoccupati di tutelare il bene con un contratto, una convenzione che ne vincolasse la sopravvivenza, ma anch’essi si erano affidati a strette di mano e pacche sulle spalle, che però non hanno il valore di contratti scritti e in giurisprudenza lasciano il tempo che trovano».
Dunque il Comune ha attivato un contatto con la nuova proprietà del fabbricato e con l’amministratore del palazzo stesso per tentare la strada dell’accordo bonario al fine di conservare il murales, fermo restando che comunque, sino a quel momento, nessuno aveva inviato una comunicazione per manifestare la volontà di cancellare il murales.

«Nel frattempo – ricorda ancora il sindaco Albore Mascia – avevo anche dato mandato agli uffici di verificare la pratica e da quelle carte è emerso che in realtà nessuno aveva chiesto o manifestato l’intenzione di cancellare quell’opera».
Nella comunicazione e relativa relazione tecnica, firmata dal progettista, inviate dal condominio per l’avvio dei lavori di riqualificazione e restauro conservativo dell’edificio, approvata il primo luglio 2011, si dice anzi esplicitamente che «tali lavori non modificheranno né il colore, né i materiali esistenti», e infatti è stata prodotta solo una semplice comunicazione di inizio lavori, e non una richiesta di licenza edilizia.
Dunque la sopravvivenza del murales non sembrava minacciata. Anzi il Comune aveva anche provveduto a redigere una comunicazione rafforzativa che gli uffici comunali hanno inviato all’amministratore del condominio e al progettista dei lavori, ricordando che «l’immobile oggetto dei lavori ricade in zona di Piano regolatore Zona A – Complessi ed edifici storici, e che i lavori di restauro e risanamento conservativo del fabbricato non dovranno modificare né il colore né i materiali esistenti, garantendo la tutela dell’immobile, con particolare riferimento al murales».
Per ovvie ragioni, anche legali, quello dell’amministrazione comunale non era e non poteva essere un atto vincolante, trattandosi di proprietà privata e parlando di un’opera non sottoposta a tutela, ma non una volta nelle carte e nei colloqui è emersa la volontà di cancellare il murales.
«Quando ho appreso di quanto accaduto», commenta amareggiato Mascia, «non ho potuto fare a meno di esprimere il mio personale disappunto per chi ha scelto, senza alcun confronto preventivo con la città, di cancellare un’opera che comunque ormai faceva parte del nostro territorio, e, posta in quel quartiere, aveva anche una sua motivazione».