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Area di risulta, Confcommercio dice no alla maxi torre

«Evitare speculazioni»

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Area di risulta, Confcommercio dice no alla maxi torre
PESCARA. No, la torre di 30 metri nell’area di risulta la Confcommercio non ce la vuole.

L’associazione di categoria, che nei giorni scorsi si è schierata al fianco dell’amministrazione Mascia per la battaglia sullo spostamento del cementificio, boccia adesso un altro punto del piano di lavoro della maggioranza. Si dice, infatti, «estremamente preoccupata» per le ipotesi formulate dall’amministrazione comunale, relative alla destinazione della zona nord delle aree di risulta.
Lì, come in programma ormai da molti anni, dovrebbe esserci una vera e propria rivoluzione.
E proprio lì sarebbe prevista – insieme al nuovo teatro, il verde pubblico e centinaia di parcheggi (interrati e non) - la costruzione di una mega-torre di oltre 30 metri, che andrebbe ad ospitare abitazioni, uffici e locali commerciali. Dunque il profilo della città sembra destinato ad arricchirsi di un nuovo edificio di 10-12 piani. Ma la Confcommercio storce il naso e ricorda le battaglie del passato, era la metà degli anni 80, quando cominciò a dire che la sistemazione definitiva delle aree in questione non avrebbe dovuto contemplare interventi non direttamente finalizzati alla realizzazione di strutture «di reale e obiettivo asservimento alla città».
L’associazione di categoria ricorda il progetto, realizzato nel 2003 dall’architetto Rodrigo Fradeani e presentato all’amministrazione nell’ambito del concorso lanciato dalla stessa proprio in quell’anno per la sistemazione delle aree.

Il progetto - con tanto di plastico tridimensionale - venne illustrato nella sede dell’associazione alla presenza di Nino Sospiri, allora sottosegretario ai Trasporti. L’elaborato in questione prevedeva interventi di impatto ambientale minimo, grazie alla previsione di un parco di circa otto ettari di verde attrezzato, un sistema di viabilità con collegamento diretto all’asse attrezzato attraverso un nuovo ponte stradale, un parcheggio interrato di oltre 4.000 posti auto, monorotaie sopraelevate verso Portanuova e verso Montesilvano, un complesso multifunzionale con teatro, auditorium e un Planetarium.
«Questa resta a nostro avviso», dice l’associazione, «l’unica soluzione in grado di contemperare le reali esigenze del tessuto urbano e delle superfici circostanti» e si oppone fermamente ad «eventuali speculazioni, in questa come in altre aree».

L’associazione chiede che fin quando non si disporrà delle risorse finanziarie per dare luogo alla realizzazione del teatro, del parco a verde pubblico e dei parcheggi interrati «si lasci tutto com’è oggi in attesa di “tempi migliori”».