INQUINAMENTO

Cementificio di Pescara: il Wwf diffida ASL e Regione Abruzzo

«No al rinnovo dell’autorizzazione»

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Cementificio di Pescara: il Wwf diffida ASL e Regione Abruzzo
PESCARA. Il Wwf ha inviato oggi una lettera di diffida alla Regione Abruzzo e alla Asl di Pescara in relazione alla vicenda del rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale del cementificio di Pescara.

Sono due le motivazioni principali alla base della diffida, come ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Augusto De Sanctis: «la mancanza di trasparenza nelle procedure seguite e lo stato d’inquinamento dell’area metropolitana che ha bisogno di un profondo risanamento».
In primo luogo, l’associazione ambientalista richiama la convenzione di Aarhus sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini dei procedimenti di tipo ambientale che impone agli enti di pubblicizzare l’avvio dei procedimenti di autorizzazione affinché tutti i cittadini e i portatori d’interesse (come associazioni, altre società ecc.) possano partecipare ai lavori con osservazioni.
«La Regione Abruzzo pare aver omesso tutto ciò», ha sottolineato De Sanctis «e i cittadini, compreso il Wwf, la più grande associazione ambientalista, sono rimasti all’oscuro della conferenza dei servizi, con ciò venendo meno i diritti alla partecipazione su un tema così delicato».
Infatti la notizia dell’avvenuta richiesta di Aia da parte della Sacci il 7 marzo scorso e dello svolgimento della relative Conferenza dei Servizi, è stata divulgata solo a causa della presa di posizione dell’amministrazione comunale di Pescara.


«PESSIMA QUALITA’ DELL’ARIA»
In secondo luogo, il Wwf ritiene che sia «del tutto inaccettabile» concedere il rinnovo di un’autorizzazione in un contesto che viene definito «di completa illegalità» per quanto riguarda la qualità dell’aria a Pescara, a San Giovanni Teatino e a Spoltore. Lo scorso anno in via Sacco, a Pescara, si sono registrati ben 67 giorni di superamento dei limiti per le polveri sottili contro un limite europeo di 35 giorni. La centralina Arta di Spoltore segnala livelli di inquinamento disastrosi tra i più alti d’Italia, con 140 giorni di superamento.
Una situazione certificata ormai da anni dai dati, peraltro parziali, delle centraline Arta e dallo stesso Piano della Qualità dell’Aria della Regione Abruzzo.
«E’ ovvio che tale situazione è causata in parte consistente dal traffico veicolare», ha sottolineato De Sanctis, «ma la componente industriale contribuisce con le proprie emissioni a determinare questa situazione gravissima. Tutto ciò avviene anche se le emissioni provenienti da ogni azienda, prese singolarmente, rimangono nei limiti di legge».
Il Wwf chiede, infatti, ai fini dell’impatto sulla salute umana, di considerare l’effetto cumulo di tutte queste emissioni. «I polmoni e le arterie dei cittadini non reagiscono in maniera diversa se una polvere viene dal traffico veicolare o da un’industria», chiudono gli ambientalisti.
«Bene ha fatto il Comune di Pescara a schierarsi e a divulgare la notizia», ha sottolineato Loredana Di Paola. «E’ un fatto importante che aiuterà in questa lotta. Serve però anche una mobilitazione dal basso dei cittadini perché siamo di fronte ad un momento che potrebbe rivelarsi storico per la città».


SUL WEB NON C’È NESSUN DOCUMENTO
Il Wwf ha poi scoperto che, dopo una lunga ricerca con diverse parole chiave, riemergono dal web due documenti su un rinnovo dell’Aia del cementificio a Pescara del 2010. Si tratta di un avviso e una sintesi non tecnica. «Non sono però rintracciabili se la ricerca viene realizzata partendo dall’archivio dei procedimenti del Comitato Via», spiega De Sanctis. Inoltre, in due anni non pare essere seguito alcun atto ufficiale riferibile a quei documenti come autorizzazioni o altro visto che nulla risulta sul Bura della Regione né nell’archivio del Via (eventuali autorizzazioni per la Via devono essere pubblicate per legge sul sito WEB della Regione)