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Il Centro turistico Gran Sasso gela i cittadini con gli aumenti dei prezzi

Alcuni sciatori si lamentano: «troppi disservizi». Ancora malumori sulla spa partecipata dal Comune di L'Aquila

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Il Centro turistico Gran Sasso gela i cittadini con gli aumenti dei prezzi
L’AQUILA. I costi lievitano, i cittadini non ci stanno.

Il centro turistico del Gran Sasso spa (società partecipata dal Comune de L'Aquila) ha stabilito un nuovo tariffario per la stazione sciistica di Campo Imperatore: l’abbonamento stagionale 2012-2013 costerà 280 euro anziché 200 euro come prima. Un aumento ritenuto ingiustificato da parte di alcuni frequentatori, a fronte, si dice, della carenza di servizi offerti. Un aumento che arriva all'indomani di infinite polemiche sulla presunta cattiva gestione del centro e sull'accumulo di debiti.
«Crediamo che 200 euro per la stagionale», ha detto il Comitato 3e 32, «siano più che sufficienti per ripagare i servizi offerti, ed è ciò che siamo disposti a sborsare. Inizieremo da oggi una campagna per l'autoriduzione del costo della stagionale da 280 a 200 euro. Prendere o lasciare! Il prezzo stavolta lo facciamo noi». Il gruppo che conta frequentatori della pista ha posto l’accento sugli aspetti che a suo dire non funzionano: «i lavori di manutenzione degli impianti della pista da fondo, indispensabili per legge e condizione necessaria per l’apertura della stazione, ancora non sono stati effettuati. Esigiamo quindi conoscere dal centro turistico qual è il crono programma dei lavori».
Così come, lamenta sempre il comitato, la struttura che in teoria dovrebbe ospitare 3 impianti, una funivia da 100 posti, 2 seggiovie quadriposto, 11 piste (3 nere, 3 rosse, 2 blu,una pista fondo) uno snowpark , una diagonale in realtà non presenti tutti i servizi.
A partire dallo snow park (la pista ad ostacoli per la pratica del freestyle di sci e snowboard). Il Park pubblicizzato con il nome di “Imperial” dotato di pipe, funbox, rails, dice il comitato, «sembrerebbe una cosa seria o così potrebbe pensare un turista o un appassionato che deve scegliere un luogo di villeggiatura. Facendo quattro chiacchiere con alcuni “addetti ai lavori” invece abbiamo scoperto che il pipe (una struttura di neve a forma di tubo dove poter fare evoluzioni in sequenza), non viene più realizzato da almeno dieci anni, pur essendo quella del Gran Sasso una delle poche stazioni che posseggono il macchinario per la sua lavorazione ed un innevamento adeguato».
Stesso discorso vale per la pista di fondo, di cui pare non ci sia traccia. E ancora, sempre secondo il Comitato, i fuori pista segnalati sul sito in realtà non sono indicati sul posto, né monitorati quotidianamente ma sono sovrastati da cartelli che recitano “Pericolo valanghe vietato sciare in fuori pista”.
E’ per questo che il comitato si chiede come mai ci sia stato un aumento delle tariffe e che progetti l’amministrazione comunale abbia nei confronti della stazione sciistica cittadina.