FALLIMENTO

«Il Cirsu è fallito». Il sindaco di Roseto tenta la mossa in extremis

Udc e La Destra chiedono l’istanza di fallimento

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Enio Pavone

Enio Pavone

ROSETO DEGLI ABRUZZI. Ultimi tentativi. Soluzioni in extremis. E ancora: liquidazione, fallimento, concordato preventivo.

Espressioni che hanno animato la seduta di consiglio di ieri 6 settembre a Palazzo Città di Roseto. E l’incontro di ieri sul futuro di Cirsu (ente strumentale di sei Comuni abruzzesi da tempo alle prese con gravi problemi) ha svelato la trama completa dei fatti, le posizioni politiche, gli equilibri.
Cirsu deve fare i conti con un bilancio di esercizio del 2011 che ha registrato una perdita di oltre 3 milioni e 700mila euro che ha eroso di gran lunga il capitale sociale pari a 120mila euro. Le posizioni politiche sono diverse: si oscilla dalle previsioni ottimistiche del sindaco di Roseto, Enio Pavone, che sembra incarnare il grido di “salviamo il Cirsu” a quelle più moderate del Pd, a quelle drastiche di La Destra ed Udc che danno il consorzio ormai per spacciato.


IL SINDACO NON SI ARRENDE
Nell’assise di ieri il sindaco di Roseto Enio Pavone ha chiesto di ottenere il mandato in seno all’assemblea del Consorzio o per la liquidazione volontaria o per il concordato preventivo con continuità aziendale o altre forme equipollenti previste dalla legge, compreso il fallimento. Una richiesta che è stata votata dalla sola maggioranza in quanto l’opposizione rappresentata dal Pd si è assentata dall’aula.
«Con il mandato», si spiega Pavone, «volevo sollecitare il cda del Cirsu ad intraprendere azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori di Cirsu spa e di Sogesa spa, affinché chi ha contribuito a determinare la situazione attuale, il centrosinistra, sia chiamato a rispondere delle proprie responsabilità».
E il sindaco ritiene ancora che ci sia una possibilità per il consorzio, spera ancora che «grazie al lavoro compiuto dal consiglio di amministrazione attualmente in carica la discarica pubblica di Grasciano 2 possa essere realizzata con un impatto molto positivo per la gestione dei rifiuti non solo della Provincia di Teramo ma anche dell’intera Regione Abruzzo».


PD: «STRUMENTALIZZAZIONE DA PARTE DEL SINDACO»
E’ per il concordato preventivo, invece, il Pd di Roseto. Solo così si potranno salvaguardare il patrimonio della società e della collettività ed i posti di lavoro.
E sulla seduta di ieri il gruppo politico ha le idee molto chiare: «il consiglio comunale è stato convocato d’urgenza con documenti importanti tirati fuori in corso di dibattimento, come la perizia del tecnico-economica (non protocollata e non allegata alla documentazione messa a disposizione dei consiglieri). In più la proposta di delibera per dare mandato al sindaco è strumentale: il presidente Cirsu Andrea Ziruolo ha già dato incarico per valutare se si può procedere contro l’ex presidente Cda Cirsu Romagnoli».


LA DESTRA:« CIRSU E’ FALLITO»
Per Obiettivo Comune, Udc insieme a La Destra e a Il Popolo di Roseto la soluzione è una: Cirsu deve dichiarare l’ istanza di fallimento. Non servono la liquidazione né tanto meno il concordato preventivo con continuità aziendale.
La Destra e l’Udc vogliono salvare insieme al sindaco la discarica ma non intendono ignorare la realtà: «il Cirsu è fallito», hanno detto ad una voce, «a questo dato inconfutabile chiediamo che venga attribuito il crisma dell’ufficialità e che l’autorità giudiziaria ne sancisca la fine e faccia luce sul perché si è arrivati a questo punto e sulle eventuali responsabilità, civili e penali che ne possano scaturire, e che ad esse siano attribuite nomi e cognomi! Chiediamo quindi con forza che con propria istanza il Cirsu avanzi la richiesta di fallimento, così come ha già fatto Sogesa.
Solo così possiamo pensare ad un futuro migliore per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e della nuova discarica».