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Vertenza Finmek, al via scioperi e mobilitazione

Il sindacato ha annunciato proteste e manifestazione per salvare i posti di lavoro

Redazione Pdn

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Vertenza Finmek, al via scioperi e mobilitazione
L’AQUILA. Salvare i lavoratori cassintegrati dalla disoccupazione.

Vertenza Finmek, al via scioperi e mobilitazione
Il sindacato ha annunciato proteste e manifestazione per salvare i posti di lavoro
Vertenza Finmek, Sulmona, disoccupazione, L’Aquila, Fim Cisl, Gino Mattuccilli, Nichi Vendola, Elsa Fornero
L’AQUILA. Salvare i lavoratori cassintegrati dalla disoccupazione.
E’ l’imperativo della Fim-Cisl de L’Aquila che ha già annunciato un’ondata di mobilitazioni e scioperi in favore dei lavoratori della Finmek Solution de L’Aquila e di Sulmona.
Si tratta di 191 lavoratori all’Aquila e 120 a Sulmona che rischiano il licenziamento dal prossimo 18 ottobre, quando terminerà la cassa integrazione. La maggior parte sono donne che hanno cominciato a lavorare a 15 anni e che al termine del periodo di cassa integrazione straordinaria saranno collocate in mobilità, senza ammortizzatori sociali e senza pensione. La riforma della Fornero, infatti, ha innalzato di molti anni l’età di pensionamento.
«Lunedì prossimo incontreremo il capo del personale della Finmek, Gino Mancini, per chiedere spiegazioni sulla posizione unilaterale assunta dall’azienda, senza una previa consultazione con i sindacati», è l’annuncio di Gino Mattuccilli responsabile Fim-Cisl dell’Aquila, «subito dopo sarà indetta un’assemblea con i lavoratori per decidere le forme di protesta da attuare per bloccare i licenziamenti».
La storia si trascina da tempo, almeno dal 2003, quando lo stabilimento aquilano è passato da Flextronics alla società Finmek, che avrebbe dovuto assorbire 550 lavoratori, secondo l’accordo sottoscritto alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Invece furono assunti solo 250 lavoratori, che hanno operato in fabbrica per qualche mese. Gli altri 300 furono posti subito in cassa integrazione. Gli accordi sottoscritti dal sindacato nel 2007 hanno consentito di accompagnare alla pensione circa 300 persone, per gli altri 191 il futuro, ad oggi, resta incerto.
La Fim-Cisl rivolge un deciso appello alle istituzioni locali «perché spendano, nella vicenda Finmek», ha detto Mattuccilli, «le stesse energie e risorse che stanno impegnando per il concorsone al Comune de L’Aquila. Non esistono perché lavoratori di serie A e di serie B. Tutti hanno lo stesso diritto alla tutela occupazionale».
Anche Nichi Vendola http://www.primadanoi.it/news/politica/525164/Finmek--Nichi-Vendola-scrive-alla-Fornero---faccia-qualcosa-per-i-lavoratori-aquilani-.html qualche tempo fa è sceso in soccorso dei lavoratori Finmek appellandosi proprio al ministro Fornero e sottolineando l’importanza della questione.
E’ l’imperativo della Fim-Cisl de L’Aquila che ha già annunciato un’ondata di mobilitazioni e scioperi in favore dei lavoratori della Finmek Solution de L’Aquila e di Sulmona.Si tratta di 191 lavoratori all’Aquila e 120 a Sulmona che rischiano il licenziamento dal prossimo 18 ottobre, quando terminerà la cassa integrazione. La maggior parte sono donne che hanno cominciato a lavorare a 15 anni e che al termine del periodo di cassa integrazione straordinaria saranno collocate in mobilità, senza ammortizzatori sociali e senza pensione. La riforma della Fornero, infatti, ha innalzato di molti anni l’età di pensionamento.

«Lunedì prossimo incontreremo il capo del personale della Finmek, Gino Mancini, per chiedere spiegazioni sulla posizione unilaterale assunta dall’azienda, senza una previa consultazione con i sindacati», è l’annuncio di Gino Mattuccilli responsabile Fim-Cisl dell’Aquila, «subito dopo sarà indetta un’assemblea con i lavoratori per decidere le forme di protesta da attuare per bloccare i licenziamenti».

La storia si trascina da tempo, almeno dal 2003, quando lo stabilimento aquilano è passato da Flextronics alla società Finmek, che avrebbe dovuto assorbire 550 lavoratori, secondo l’accordo sottoscritto alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Invece furono assunti solo 250 lavoratori, che hanno operato in fabbrica per qualche mese. Gli altri 300 furono posti subito in cassa integrazione. Gli accordi sottoscritti dal sindacato nel 2007 hanno consentito di accompagnare alla pensione circa 300 persone, per gli altri 191 il futuro, ad oggi, resta incerto.

La Fim-Cisl rivolge un deciso appello alle istituzioni locali «perché spendano, nella vicenda Finmek», ha detto Mattuccilli, «le stesse energie e risorse che stanno impegnando per il concorsone al Comune de L’Aquila. Non esistono perché lavoratori di serie A e di serie B. Tutti hanno lo stesso diritto alla tutela occupazionale». Anche Nichi Vendola  qualche tempo fa è sceso in soccorso dei lavoratori Finmek appellandosi proprio al ministro Fornero e sottolineando l’importanza della questione.