IL DIBATTITO

Vasto, nuovo ipermercato in città. Confcommercio dice no

Allegrino: «basta non se ne può più»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1543

Angelo Allegrino

Angelo Allegrino

VASTO. «No all’apertura di un altro iperstore nel cuore di Vasto».

Vasto, nuovo ipermercato in città. Confcommercio Chieti dice no
Allegrino: «basta non se ne può più»
Vasto, apertura ipermercato, Confcommercio Chieti, Angelo Allegrino, Luciano Lapenna,
VASTO. «No all’apertura di un altro iperstore nel cuore di Vasto».
Il messaggio a chiare lettere arriva dal presidente della Confcommercio Chieti, Angelo Allegrino. Il riferimento è al progetto (approvato dal consiglio comunale) che prevede la realizzazione di un albergo ed un centro commerciale di media distribuzione, nei pressi del palazzetto dello sport, sulla Circonvallazione Istoniense sui terreni di proprietà del Comune, dai partner privati “Litos” (già proprietaria di altre strutture) e “Della Vecchia”.
Si sono mostrati favorevoli al progetto sia la maggioranza che la minoranza. Contrari i due consiglieri comunali Massimo Desiati e Andrea Bischia di Progetto per Vasto.
Secondo il numero uno di Confcommercio Chieti  una struttura del genere è un affronto al turismo e al commercio locale.
Lo dicono i dati: la Regione Abruzzo occupa uno dei primi posti in Italia per densità della grande  distribuzione rispetto alla popolazione. Dal rapporto del Ministero allo Sviluppo economico del 2010 risulta, infatti, che tale densità è pari a 363,1 mq per ogni mille abitanti (mq 205,5  nel settore alimentare e mq157,5  nel settore non food) contro una media nazionale di mq 345,0. Questi dati, rincara Allegrino, «sono anche sottostimati perché dal 2010 altre grandi strutture hanno aperto i battenti, si pensi solo all’Ikea di San Giovanni Teatino».
E ancora, i dati della Camera di Commercio di Chieti, riferiti al secondo trimestre 2012, nel settore “Commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli”, dimostrano che le imprese di Vasto, tra mille difficoltà, riescono a fronteggiare la grave crisi economica e ciò è dipeso anche dalla scelta politica degli amministratori vastesi di non lasciare campo libero alla grande distribuzione. «A Vasto ci sono state 14 iscrizioni e 13 cessazioni non d'ufficio», dice, «con un saldo positivo di 1 unità (in provincia di Chieti si è registrato un saldo negativo di 20 unità). Mentre nel comparto “Attività dei servizi, di alloggio e di ristorazione”, nello stesso periodo, si sono registrate 8 iscrizioni e 6 cessazioni “no d’ufficio”, con un saldo positivo di 2 unità (in provincia di Chieti si è registrato un saldo negativo di 11 unità). Senza contare il fatto che molti dei megastore che mettono piede nel territorio sono stranieri, dunque investono i propri profitti altrove».
Cosa ha determinato cambio di rotta? Perché il sindaco vuole dare campo libero alla grande distribuzione ? Perché nonpunta sul turismo, sul potenziamento delle strutture ricettive?
La Confcommercio ha rivolto queste ed altre domande. «In questo contesto», ha concluso Allegrino, «invitiamo l’amministrazione comunale a riflettere e a ponderare bene ogni determinazione a riguardo. Allo stesso modo chiediamo di essere convocati per poter dar voce ai commercianti vastesi».
Il messaggio a chiare lettere arriva dal presidente della Confcommercio Chieti, Angelo Allegrino. Il riferimento è al progetto (approvato dal consiglio comunale) che prevede la realizzazione di un albergo ed un centro commerciale di media distribuzione, nei pressi del palazzetto dello sport, sulla Circonvallazione Istoniense sui terreni di proprietà del Comune, dai partner privati “Litos” (già proprietaria di altre strutture) e “Della Vecchia”.Si sono mostrati favorevoli al progetto sia la maggioranza che la minoranza. Contrari i due consiglieri comunali Massimo Desiati e Andrea Bischia di Progetto per Vasto.Secondo il numero uno di Confcommercio Chieti  una struttura del genere è un affronto al turismo e al commercio locale.

Lo dicono i dati: la Regione Abruzzo occupa uno dei primi posti in Italia per densità della grande  distribuzione rispetto alla popolazione. Dal rapporto del Ministero allo Sviluppo economico del 2010 risulta, infatti, che tale densità è pari a 363,1 mq per ogni mille abitanti (mq 205,5  nel settore alimentare e mq157,5  nel settore non food) contro una media nazionale di mq 345,0. Questi dati, rincara Allegrino, «sono anche sottostimati perché dal 2010 altre grandi strutture hanno aperto i battenti, si pensi solo all’Ikea di San Giovanni Teatino».

E ancora, i dati della Camera di Commercio di Chieti, riferiti al secondo trimestre 2012, nel settore “Commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli”, dimostrano che le imprese di Vasto, tra mille difficoltà, riescono a fronteggiare la grave crisi economica e ciò è dipeso anche dalla scelta politica degli amministratori vastesi di non lasciare campo libero alla grande distribuzione. «A Vasto ci sono state 14 iscrizioni e 13 cessazioni non d'ufficio», dice, «con un saldo positivo di 1 unità (in provincia di Chieti si è registrato un saldo negativo di 20 unità). Mentre nel comparto “Attività dei servizi, di alloggio e di ristorazione”, nello stesso periodo, si sono registrate 8 iscrizioni e 6 cessazioni “no d’ufficio”, con un saldo positivo di 2 unità (in provincia di Chieti si è registrato un saldo negativo di 11 unità). Senza contare il fatto che molti dei megastore che mettono piede nel territorio sono stranieri, dunque investono i propri profitti altrove».Cosa ha determinato cambio di rotta? Perché il sindaco vuole dare campo libero alla grande distribuzione ? Perché nonpunta sul turismo, sul potenziamento delle strutture ricettive?La Confcommercio ha rivolto queste ed altre domande. «In questo contesto», ha concluso Allegrino, «invitiamo l’amministrazione comunale a riflettere e a ponderare bene ogni determinazione a riguardo. Allo stesso modo chiediamo di essere convocati per poter dar voce ai commercianti vastesi».