TASSE E SACROSANTI PRIVILEGI

Imu, dall’Abruzzo la crociata per tassare la Chiesa

In regione sono in ballo 15-20 milioni di euro

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Cesare D'Alessandro

Cesare D'Alessandro

ABRUZZO. Una risoluzione urgente da votare alla prossima seduta di Consiglio regionale, il 18settembre.


E’ stata presentata dal Consigliere regionale Cesare D’Alessandro (Idv) il quale chiede al presidente Chiodi di fare pressing sul Governo centrale affinché decida, «nel più breve tempo possibile e senza rinvii, come la Chiesa dovrà pagare l’Imu sui propri beni».
Complessivamente, secondo una stima dell’Anci, sono in ballo sul territorio nazionale circa 600 milioni di euro, mentre l’Abruzzo potrebbe essere destinatario di una quota-parte che ammonta a 15-20 milioni.
«L’anno scorso, a novembre», ricorda D’Alessandro, «quando Monti si insediò a Palazzo Chigi, disse ai lavoratori ed ai pensionati, costretti a pagare ‘senza se e senza ma’ la loro quota di Imu, che anche la Chiesa avrebbe pagato la propria parte, non foss’altro per evitare la possibile procedura d’infrazione comunitaria per aiuti di Stato».
Sempre il premier tecnico aveva specificato che si sarebbero ‘salvate’ soltanto le scuole cattoliche non commerciali.
A febbraio la questione sembrava ormai risolta ma al momento si fa melina. Infatti i decreti attuativi del ministero dell’Economia, attesi per lo scorso mese di maggio, non hanno ancora visto la luce. Secondo quanto riportano alcuni giornali nazionali il ministero dell’Economia conferma che si sta ancora lavorando al testo e che i tempi non sono stati sforati in quanto la prima rata scade il 16 giugno 2013 per il versamento dell’anno successivo.

«Mentre il Governo si guarda bene dal dire alla Chiesa su quali attività pagare le tasse», protesta D’Alessandro, «la stessa Chiesa dice agli italiani, un giorno sì e l’altro pure, come votare, come morire, come e chi amare, a quali condizioni mettere al mondo una nuova vita. Tutti, a parole, diciamo che il nostro è uno Stato laico, eppure non riusciamo ad avere una legge decente sulla fecondazione assistita e non si riesce a far pagare l’Imu alla Chiesa, benché – sempre a parole – tutti o quasi siano d’accordo».
Secondo D’Alessandro una forte pressione da parte delle regioni, che in primis pagano le conseguenze dei tagli indiscriminati «potrebbe finalmente indurre ad applicare a tutti e senza distinzioni le leggi dello Stato».