POLITICA E GIUSTIZIA

Aca, Di Mattia dichiara guerra ai vertici: «serve rinnovamento»

Costantini contro i sindaci che hanno confermato vecchia gestione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2933

Carlo Costantini

Carlo Costantini

PESCARA. Dopo la riconferma al vertice dell’Aca del presidente uscente Ezio Di Cristoforo, nonostante i tanti problemi attuali e del recentepassato , si tirano le somme su quanto avvenuto in sede di votazione ad inizio agosto.

Il consigliere regionale dell’Idv Carlo Costantini se la prende con i sindaci che con il loro voto hanno riconfermato la poltrona del presidente «nonostante fossero all'ordine del giorno gli scandali gestionali, prima ancora che giudiziari, prodotti dalla gestione».
Notizie di una certa rilevanza per settimane sono state al centro della cronaca locale: dagli scandali sulle tubature obsolete e la dispersione e crisi idrica continua, i dubbi sul bilancio e i debiti da 40 mln di euro, le contestazioni formali del commissario Caputi. Ma 35 sindaci (leggi quali) hanno deciso per la riconferma dei vertici, mentre la gente comune si indignava e chiedeva di ripristinare la normale erogazione dell’acqua.
Sindaci di città importanti o piccole, in alcuni casi professionisti, che non possono non sapere, sostiene Costantini, che un bilancio, quello dell'Aca S.p.a., non si può chiudere grazie ad una posta con 70 milioni di euro di crediti da riscuotere. Per l’esponente dell’Idv i primi cittadini si sono trasformati «in soldati» (in maggioranza del Pd) quando si è trattato di rimettere «questa gente in sella, alla guida del gestore del servizio idrico».
Non e' un caso, secondo Costantini, che i sindaci delle cinque più grandi città dell'ambito (Pescara, Chieti, Montesilvano, Spoltore e San Giovanni Teatino), nessuno del Partito Democratico, siano tra i pochi che non li hanno votati.


DA MONTESILVANO GUERRA ALL’ACA
E a dichiarare guerra all’Aca ci pensa un altro dipietrista, il sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, che racconta la sua estate difficile: «sono stato sommerso da segnalazioni, ho incontrato diverse delegazioni di cittadini arrabbiati, tra cui anziani e donne incinte, con i rubinetti a secco per intere settimane. Per non parlare delle segnalazioni di allagamenti dovuti a perdite di tubature. I Montesilvanesi hanno avuto pazienza e fin troppa, ed io con loro ho cercato risposte adeguate».
Di Mattia spiega di non aver mai creduto alla storia del caldo che causa la crisi idrica che puntualmente si presenta nei mesi estivi. «La risposta che mi sono dato», dice oggi il sindaco, «è che la gran parte delle responsabilità dei disservizi è da attribuire alla pessima gestione dell’Aca, sui cui vertici si è aperta anche una inchiesta per reati gravissimi il cui percorso penale è tutta da scrivere, ma da cui non si può prescindere».
«Per le ombre che negli anni sono calate sulla gestione dell’Aca», sulle dispersioni idrica, nell’ultimo Cda il Comune di Montesilvano non aveva rinnovato la fiducia all’attuale management. Nulla è cambiato ai vertici ma Di Mattia avverte: «il rinnovamento dei vertici Aca non si è affatto esaurito».