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Province, Monticelli: «aboliamole tutte». Da Chieti: «lasciamo tutto così»

«Provvedimento Monti incostituzionale, viola art 113 Costituzione»

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L'incontro di questa mattina

L'incontro di questa mattina

PINETO. Il tempo sta per stringere e regna il caos.

Oltre alle divergenze d’opinione c’è anche lo spettro del ricorso alla Corte costituzionale. Venerdì prossimo, nella prossima seduta del Cal bisognerà formalizzare le proposte. E proprio il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, segretario della presidenza del Cal, lancia l’ennesimo invito: «tutte le Province vanno abolite». Abolirle tutte per salvarle tutte, per renderle tutte uguali.
Monticelli è tornato a ripeterlo ieri pomeriggio nei locali di Villa Filiani a Pineto, dove amministratori, tecnici e cittadini si sono riuniti per confrontarsi sulle recenti innovazioni legislative introdotte dal Governo con il riordino delle Province italiane.
A essere messi in luce numerosi aspetti che evidenziano «l’incostituzionalità» del procedimento del riordino e lo «svuotamento» degli enti provinciali, che non si occuperanno più di settori quali, ad esempio, il mercato del lavoro e la formazione professionale, perdendo allo stesso tempo la funzione di organo decisionale.
«Se gli obiettivi del governo tecnico – ha spiegato Monticelli – sono finalizzati al risparmio dei costi della politica e allo snellimento della burocrazia italiana, allora crediamo che tutte le Province, nessuna esclusa, vadano abolite».
Dello stesso avviso anche gli amministratori e i rappresentanti sindacali e delle associazioni presenti in sala che, assieme a Enzo Di Salvatore, docente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo e a Federico Cuccolini, segretario generale e responsabile dell’Ufficio Legale del Comune di Pineto, hanno evidenziato i campanilismi sorti dalla proposta di parziale soppressione degli enti in questione.


«SONO TUTTE SULLO STESSO LIVELLO»
«Tutti gli amministratori si dichiarano favorevoli al riordino – ha sottolineato Monticelli –, ma allo stesso tempo sono pronti a far valere l’unicità del proprio territorio. Anche per ciò che riguarda la sorte della stessa Teramo, se la si vuole salvare è necessario procedere con l’eliminazione totale delle Province, perché tutte vanno messe sullo stesso livello».
Alla luce di quanto emerso nel corso dell’incontro, il primo cittadino chiede pertanto che la giunta regionale si attivi per proporre ricorso alla Corte Costituzionale.

«VIOLATA LA COSTITUZIONE ITALIANA»
Secondo quanto approfondito durante la tavola rotonda, infatti, il procedimento del riordino è in contrasto con quanto previsto dall’articolo 113 della Costituzione, che stabilisce che “il mutamento delle circoscrizioni provinciali e l’istituzione di nuove Province nell’ambito di una Regione sono stabiliti con legge della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la Regione”.
«Peccato però – ha precisato il primo cittadino pinetese – che la normativa parli invece di “ipotesi” di riordino, mentre la disposizione costituzionale indica con chiarezza che il tutto può avvenire soltanto dietro impulso dei Comuni e che è vietato allo Stato imporre unilateralmente la propria volontà».
Da qui l’idea del sindaco Monticelli, nella doppia veste di segretario della presidenza del Cal, di invitare anche gli amministratori locali a esprimersi in merito per presentare opinioni e proposte ai componenti del Consiglio delle Autonomie Locali.
«Bisogna avere il coraggio di dire che non ci piace – conclude il primo cittadino – e ricordare che tutti i partiti politici hanno già espresso parere favorevole all’abolizione totale delle Province. Lasciare l’Abruzzo con due soli enti, peraltro svuotati delle loro funzioni, non ha alcun senso. Né tanto meno è il tempo di accendere campanilismi di ogni sorta. Diamoci da fare».

L’INCONTRO A CHIETI
Ma ieri a Chieti, su invito del presidente della Provincia Di Giuseppantonio e del sindaco di Chieti Di Primio si sono incontrati i rappresentanti delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e delle organizzazioni. Anche lì si è discusso del riordino e anche lì il nocciolo della questione è stato lo stesso: tutte le Province sono uguali e Chieti non vuole perdere la propria autonomia.
Di Giuseppantonio e Di Primio hanno illustrato le ragioni per le quali ritengono debba proporsi al Cal che la Provincia di Chieti non debba essere interessata dal riordino previsto dalla legge sulla revisione della spesa pubblica. Alla fine s’è convenuto di dare mandato ai rappresentanti della Provincia di Chieti all’interno del CAL di proporre che la stessa continui ad essere provincia così come attualmente con Chieti capoluogo.
Hanno firmato la Camera di Commercio, Confagricoltura, Coldiretti, la Cna, la Cia, l’ordine dei Commercialisti di Chieti e Lanciano, l’ordine dei Medici, quello degli Architetti, Ingegneri, ma anche Cisl e Cgil.