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La Regione aiuta gli asili e lascia a bocca asciutta 13 Comuni

Scoppia la polemica a Giulianova, esclusa per errore di forma

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Nausica Cameli

Nausica Cameli

ABRUZZO. La Regione Abruzzo ha stanziato 1,4 mln di euro di contributi per gli asili abruzzesi.

Lo dice l’ avviso pubblico “Interventi a favore del sistema dei servizi educativi per la prima infanzia” pubblicato sul sito web dell’Ente. Su 50 istanze pervenute solo 37 i Comuni della Regione Abruzzo che hanno ottenuto l’aiuto. I primi 19 riceveranno risorse per un totale di 1,1 milione di euro volti ad incrementare i posti presso i servizi educativi per la prima infanzia. Gli altri 18 Comuni incasseranno 256mila euro per il sostegno alle spese di gestione dei servizi educativi e per attrezzature.
Restano fuori dal finanziamento 13 Comuni a causa di errori nella formulazione delle domande di accesso ai contributi.


GLI AMMESSI
Godranno di contributi per un totale di 1,1 milione di euro per l’incrementi dei posti presso i servizi educativi per la prima infanzia i seguenti Comuni: Silvi (23.400 euro), Scerni (66.500 euro), Raiano (32.110 euro), Palmoli (66.500 euro), Francavilla al Mare (66.500 euro), Trasacco (61. 560 euro), Teramo (66.500 euro), Celano (64.171 euro), Oricola (31.795 euro), Vasto (61.893 euro), Castellato (66.500 euro), Pescara (66.666 euro), Roseto degli Abruzzi (66.500 euro), Avezzano (63.935 euro), Atessa (66.500 euro), Nereto (39.900 euro), Torre Dè Passeri (66.500 euro), L’Aquila (65.800 euro).
Si sono aggiudicati i finanziamenti per le spese di gestione dei sevizi prima infanzia per un importo complessivo di 256.000 euro i Comuni di San Giovanni Teatino (13.775 euro), Montazzoli (14.250 euro), Fontecchio (14.285 euro), Tollo (14.250 euro), Mosciano Sant’Angelo (14.250 euro), Martinsicuro (14.250 euro), Alba Adriatica (14.250 euro), Guardiagrele (14.250 euro), Popoli (14.250 euro), Corropoli (14.250 euro), Bomba (14.250 euro), Lanciano (14.250 euro), Paglieta (14.250 euro), San Vito Chietino (14.286 euro), Controguerra (14.250 euro), Torrevecchia Teatina (14.250 euro), Sant’Omero (14.250 euro), Monteodorisio (14. 250 euro).


GLI ESCLUSI
Restano fuori, infine, ben 12 Comuni ed una cooperativa: Giulianova, Torano Nuovo, Cooperativa sociale Sirena, Goriano Sicoli, Pereto, Crecchio, Sulmona, Pineto, Torricella Sicura, Carsoli, Bellante, Ortona, Crognaleto. Alla base dell’esclusione, si legge nel documento regionale, c’è la mancata osservazione dell’articolo 5 della determinazione dirigenziale numero 62/DL26 del 26 marzo 2012 che stabilisce i criteri di ammissibilità delle domande.
La norma in questione precisa che le istanze di partecipazione devono essere approvate con deliberazione del Comune, redatte utilizzando lo schema di domanda fornito, inoltrate entro e non oltre il 50° giorno dalla pubblicazione dell’avviso sul Burat con indicazione del mittente (indirizzo, telefono, email).


IL CASO GIULIANOVA
A Giulianova, una delle escluse, è scoppiato un vero e proprio caso. Il sindaco Francesco Mastromauro oggi ha spiegato il motivo dell’esclusione. Non si è trattato dell'omissione di un mero dato formale, cioè la mancata indicazione sul plico del recapito telefonico e dell'indirizzo di posta elettronica del Comune (come si pensava all’inizio) ma dell’invio della domanda oltre i termini stabiliti.
Una leggerezza dunque costata cara e per cui il sindaco ha disposto un'indagine interna al fine di accertare eventuali responsabilità.
Resta però l’amaro in bocca per un’occasione persa. «Ci prendiamo le nostre responsabilità», ha dichiarato il sindaco, «ma il Pdl, che ha demolito il sistema welfare in Abruzzo, non può dare lezioni a nessuno».
Più duro il commento dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Nausicaa Cameli che ritiene ingiusta l’esclusione «considerando che nell’ultimo anno l’amministrazione comunale ha intensificato i propri sforzi in materia di servizi socio-assistenziali ed educativi, anche a fronte dei drastici tagli operati sul welfare dalla Regione Abruzzo, aggiudicandosi numerosi bandi, in partenariato, a valere sul Fondo sociale europeo».
«Non è il caso di nasconderci dietro un dito», ha continuato l’assessore puntando il dito contro la Regione, «c'è stato un errore e ci assumiamo le nostre responsabilità. Ma il Pdl, che ha demolito il sistema welfare in Abruzzo, non può dare lezioni a nessuno. Ricordo a chi non ha buona memoria che gli stanziamenti nazionali per le attività assistenziali sono passati dai 2,5 miliardi di euro del Governo Prodi ai circa 400 milioni dell’esecutivo Berlusconi. Per non dire poi del taglio operato dalla Regione Abruzzo, con il piano sociale regionale 2011-2013, che ha diminuito i relativi trasferimenti ai Comuni di circa il 40 %. E se ciò non bastasse, c'è da dire ancora che la Regione Abruzzo ha approvato il piano locale per la non autosufficienza, accorgendosi in seguito di non avere sufficiente copertura finanziaria, e ciò con contraccolpi assai negativi nei confronti dei disabili e degli anziani non autosufficienti. Per cui mi sembra davvero sterile l'atteggiamento del locale PdL, che invece di assumere un atteggiamento responsabile di fronte ai cittadini e alle famiglie, non ha saputo far altro che stigmatizzare l’operato della buona politica sociale del Comune di Giulianova».
m.b.