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La nuova trovata di Mascia: «spostiamo il cementificio»

Ma D’Alfonso nel 2007 garantì altri 10 anni di vita

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La nuova trovata di Mascia: «spostiamo il cementificio»
PESCARA. Il Comune di Pescara ha ufficialmente espresso parere negativo al rinnovo delle autorizzazioni all’esercizio del Cementificio di Pescara, in via Raiale 32.
Lo ha fatto approvando un’apposita delibera di giunta, depositata formalmente martedì mattina in sede di Conferenza dei Servizi convocata presso la sede della Regione Abruzzo per esaminare la richiesta di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’esercizio dell’impianto.
La richiesta è stata inoltrata, come da prassi, alla scadenza delle precedenti autorizzazioni, ovvero dopo cinque anni. Nella nuova richiesta la società titolare, la Sacci Spa, ha manifestato la necessità di un rinnovo e modifica della stessa autorizzazione per essere abilitata alle attività di recupero dei rifiuti con codice R5 ed R13 non pericolosi, ma anche per integrare codici Cer relativi a rifiuti pericolosi.
Il Comune ha espresso «parere non favorevole» e nella delibera ha anche chiesto alla stessa Regione di attivare, per quanto di sua competenza, le procedure per la delocalizzazione definitiva dello stabilimento al di fuori della città.
«Non riteniamo più opportuna la sua presenza nel cuore del nostro territorio», ha commentato il sindaco Luigi Albore Mascia, «e non disponiamo di aree alternative sufficientemente distanti dai centri abitati».
Ora bisognerà attendere l’esito della Conferenza dei Servizi che, acquisiti stamane tutti i pareri, emetterà nelle prossime ore la propria decisione. Se quell’autorizzazione dovesse comunque arrivare dagli altri Enti presenti al Tavolo, l’amministrazione comunale attiverà tutte le misure amministrative possibili, compreso il ricorso al Tar.
«Per la nostra maggioranza di Governo il dado è tratto, è giunto il momento di spostare il cementificio», ha chiuso il sindaco. «Proprio in via Raiale è stato recuperato l’ex Inceneritore che oggi ospita la Città della Musica, mancano solo gli arredi, ma noi la consideriamo già una ‘Città della musica’ che tra qualche mese saremo in grado di aprire».

LA CITTA’ CHE CAMBIA
In zona anche il Parco Fluviale ormai in fase avanzata di progettazione che investirà in pieno la parte ovest della città, con una pista ciclabile che porterà direttamente dalla riviera nord sino alla stessa Città della Musica, una rete continua e ininterrotta che punta a incentivare la mobilità ciclabile.
Poi c’è il Piano Particolareggiato 7, appena adottato dalla giunta comunale, presentato qualche giorno fa dall’assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli, che mira a garantire uno «sviluppo straordinario in termini urbanistici, architettonici e sostenibili dell’intero quartiere ovest», ha ricordato il primo cittadino. Sono previsti verde pubblico, nuove realizzazioni in vetro e acciaio, parcheggi, servizi, scuole. E proprio in quell’ambito potrebbero sorgere anche i Palazzi della Regione Abruzzo.

UNA SCELTA DEL PASSATO MA…
Ma l’iniziativa di oggi non è una novità in quanto lo stesso Consiglio comunale nella seduta del primo settembre del 2006, esattamente sei anni fa, aveva approvato una mozione, presentata, all’epoca, da due consiglieri dell’allora opposizione, ossia Berardino Fiorilli e Carlo Masci, (oggi rispettivamente vicesindaco di Pescara e assessore regionale alle Finanze).
La mozione aveva come oggetto la ‘delocalizzazione del cementificio di via Raiale’: nel documento, dunque, già sei anni fa, il Consiglio aveva impegnato sindaco e giunta ad «avviare trattative e, se necessario, nominare una commissione di studio per la programmazione dello spostamento del cementificio e a garantire, in tale operazione, l’assetto occupazionale esistente, facendo sì che tale spostamento non pregiudicasse in alcun modo i lavoratori assunti».

GLI ACCORDI STIPULATI DA D’ALFONSO
Quella mozione è poi rimasta lettera morta. «Nel 2007», ricorda oggi Mascia, «il governo di centrosinistra stipulò un’altra intesa con il cementificio che fece da ‘mecenate’ per la realizzazione dello Huge Wineglass di Toyo Ito a piazza Salotto, contribuendo per oltre 1milione di euro alla realizzazione dell’opera, un accordo scellerato con il quale si garantiva la permanenza del cementificio per altri dieci anni, e dunque del trasferimento dello stabilimento industriale non se ne parlò più».
Dunque c’è un ostacolo sulla strada che Mascia vuole intraprendere o filerà tutto liscio? Con il bicchiere rotto (ma i soldi ‘investiti’ nell’opera d’arte) bisognerà o non bisognerà rispettare i termini dell’accordo?
Inoltre nel 2009, sempre l’allora sindaco D’Alfonso, firmò un accordo con il quale la Lafarge si impegnava a versare al Comune 120.000lordi euro all'anno, «per la durata di 15 anni, per la realizzazione di iniziative di grande rilevanza sociale, economica, culturale ed ambientale del Comune di Pescara; tale importo», precisa la convenzione, «verrà corrisposto entro il 30 giugno di ciascun anno. Un impegno importante perché, diceva il presidente Ariberto Fassati per l'azienda «è fondamentale il rapporto con la città».
Ma oggi dal Palazzo di città non la vedono più così.

FLI: «PERCHE’ SOLO ORA?»
«Non si comprende perché solo oggi, a distanza di anni, l’amministrazione Mascia abbia fatto marcia indietro sulla delocalizzazione del cementificio di via Raiale», ha commentato il capogruppo di Fli al Comune Massimiliano Pignoli, ricordando la battaglia che lui stesso portò avanti qualche anno fa assieme ad un
gruppo di residenti.
«Nessuna marcia indietro», replica il capogruppo del Pdl, Armando Foschi, «molto più semplicemente oggi, a differenza di prima, il Governo cittadino ha avuto la possibilità di pronunciarsi concretamente, con un atto amministrativo, in merito al rinnovo delle autorizzazioni per l’esercizio dello stabilimento industriale giunte a scadenza. E dinanzi all’istanza della Sacci, la giunta Albore Mascia ha opportunamente scelto di dare il proprio diniego, sulla base di motivazioni chiare e inequivocabili».