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Concorsone, Chiodi: «inseriamo domande sulla ricostruzione nei test di selezione»

Il Presidente della Regione Abruzzo si è rivolto al Ministro Barca

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Concorsone, Chiodi: «inseriamo domande sulla ricostruzione nei test di selezione»
L’AQUILA. L’idea è questa: inserire nelle prove di selezione del concorsone domande precise e mirate sulla ricostruzione post sisma.

 La proposta, sottoposta al Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, arriva dal governatore d’Abruzzo Gianni Chiodi.
L’obiettivo è garantire che i nuovi assunti conoscano bene la realtà in cui andranno ad operare. In realtà, alla luce delle recenti polemiche sul mega concorso, la proposta di Chiodi suona più come una forma di tutela nei confronti di chi (i precari storici) da anni ha lavorato nel settore dell’emergenza e ricostruzione e che oggi rischia di essere scalzato dai nuovi vincitori.
Per loro, i precari, è prevista già una tutela ( la riserva del 50 per cento dei posti messi a concorso), ma anche il presidente, con molta probabilità, la ritiene insufficiente.
Scrive Chiodi: “sono perfettamente cosciente che oggi non possono essere ripetute le vie percorse in altre occasioni ove al cessare della situazione di emergenza si è provveduto a stabilizzare tutte e la stragrande maggioranza selle professionalità impiegate. D'altro canto la ricostruzione avrà bisogno di professionalità elevate, in grado di cogliere e vincere la sfida complessa e duratura della ricostruzione. Ma occorre lasciare il giusto spazio a chi, seriamente, vuole impegnarsi per lavorare nelle strutture deputate alla ricostruzione».
E dunque per misurare le reali capacità dei candidati sarebbe il caso di sostituire i contenuti generali «in modo robusto, anche se non esclusivo con materie e argomenti propri della ricostruzione».
«Tutto ciò può essere fatto», prosegue, «salvaguardando il diritto di tutti coloro che aspirano a lavorare per la ricostruzione, compresi coloro che oggi non lo fanno, ad esclusivo futuro vantaggio della qualità della stessa. In tal modo, credo, si potrebbe consentire ai tanti lavoratori oggi in giusta tensione, di essere più sereni nell'affrontare il concorso. Sono certo, che la loro volontà non sia quella di imporre corsie preferenziali, ma solo di vedere giustamente riconosciuto l'impegno di mesi intensi e difficili della loro vita professionale».