LA VENDITA DISCUSSA

Ex Cofa alla Camera di Commercio, dopo la firma ancora dubbi

Acerbo (Rc): «scelta discutibile e illegittima»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1911

Mascia, Chiodi, Beccia alla firma dell'accordo

Mascia, Chiodi, Beccia alla firma dell'accordo

PESCARA. E' stato sottoscritto, venerdì mattina, a Pescara, il protocollo d'intesa tra Regione Abruzzo, Comune di Pescara e Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pescara.

E’ stata così definita l'alienazione delle aree ex Cofa da parte della Regione in favore della Camera di Commercio di Pescara. Il prezzo di vendita è stato quantificato in 11 milioni 830 mila euro.
«Con questa vendita - ha commentato il governatore Gianni Chiodi - si creano finalmente le premesse per la riqualificazione di un'area degradata».
Chiodi si è inoltre detto soddisfatto che sia un altro ente pubblico ad acquisire l'area anche se ci voluti circa due anni e mezzo di valutazioni, trattative e studi per arrivare al traguardo.
La Camera di Commercio è stata autorizzata all'acquisto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Il programma dell'intervento mira a realizzare l'obiettivo urbanistico di un centro unico integrato di carattere ricreativo-turistico attraverso la creazione di ambienti e percorsi senza soluzioni di continuità spaziale con le aree e le strutture esistenti e con quelle da implementare del porto turistico, del centro congressuale espositivo e dell'area servizi del porto canale, per accogliere nuove strutture capaci di supportare non solo le particolari esigenze espositive, congressuali e della nautica da diporto ma anche quelle più generali di tutte le attività produttive oggetto dell'azione della Camera di Commercio. Pertanto, è prevista la realizzazione di un'area espositiva permanente, di un'area dedicata ai servizi, pubblici e privati, per l'accoglienza e la ristorazione ed di un'area commerciale per esercizi commerciali e para commerciali al dettaglio. Ma prima della firma non sono mancati gli appelli a fare un passo indietro.
Come l’appello lanciato dai consiglieri di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e Viola Arcuri: «l’accordo è frutto di una scelta discutibile e illegittima», hanno commentato i due. «Sicuramente una scelta che va contro gli interessi della città di Pescara e della stessa Regione Abruzzo. E’ grave che prima di procedere il sindaco e il presidente non abbiano ritenuto di chiedere un atto di indirizzo ai consigli comunale e regionale.
Non sono chiare le ragioni di interesse pubblico che dovrebbero motivare questa scelta. E' assai dubbia la legittimità».

COSTANTINI: «PD E PDL VANNO D’AMORE E D’ACCORDO»
Sulla stessa linea anche il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Carlo Costantini: «l’'area a ridosso del Porto Turistico vale una vera e propria fortuna per chiunque avrà la possibilità di metterci sopra anche un solo mattone. Potrà la Camera di Commercio realizzarci (o farci realizzare da qualcuno) interventi edilizi? E se sì, quali interventi potrà realizzare? Dietro questi interrogativi, solo in parte risolvibili con la lettura delle previsioni del Piano Regolatore di Pescara, si celano i reali ed allo stato ancora inconfessati obiettivi di una operazione che formalmente appare come un pessimo affare per la Camera di Commercio. Questo perchè la paura di aprire al mercato e di ricorrere ad un' asta pubblica che avrebbe potuto portare in mani diverse e magari anche più generose, ma incontrollabili, il terreno ha indotto Chiodi a fare ricorso alla trattativa privata».
La Camera di Commercio, continua Costantini, «non potrà sfruttare l’area per realizzare alberghi o negozi o residence o appartamenti. Ma allora sulla base di quali presupposti il Presidente della Camera di Commercio di Pescara evoca il project financing per la realizzazione e la gestione degli interventi su quell'area? E perchè all'operazione partecipa un soggetto privato, quale e' una Fondazione, che di certo non ha i requisiti per beneficiare di una alienazione regionale a trattativa privata? Ed ancora, perchè PD e PDL, che fingono di litigare pure per l'ingresso in curva allo stadio di Pescara, vanno d'amore e d'accordo sulla più grande operazione immobiliare degli ultimi dieci anni, sulla quale non si dicono una sola parola storta o fuori luogo?»