Concorsone a L’Aquila. E’ polemica: dentro i nuovi, via precari?

Il concorso pubblico immetterà nuovo personale per la ricostruzione

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Concorsone a L’Aquila. E’ polemica: dentro i nuovi, via precari?
L’AQUILA. Da tempo, a L’Aquila e dintorni, si parla di un concorsone.

Quello che porterà all'assunzione di 300 persone con contratto a tempo indeterminato, di cui 128 presso il Comune capoluogo, 72 presso gli altri municipi del cratere e 100 tra Regione, Province e i due uffici di coordinamento che prenderanno il posto della struttura commissariale.
E' uno dei filoni più dibattuti ad agosto che però pare essere argomento buono per ogni stagione.
Se ne parla perché il timore, sollevato da alcuni (sindacati e politici), è che i vincitori del concorsone possano prendere il posto dei precari storici che da tempo prestano servizio presso gli enti nel campo della ricostruzione. Che ne sarà dunque di tutti i lavoratori a tempo determinato?
C’è qualcuno che ha parlato di concorso come mezzo per assunzioni clientelari. A questi il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente ha risposto secco: «non ci sarà alcuna assunzione clientelare anche perché le assunzioni sono peraltro impossibili visto che si tratta di un concorso nazionale, con commissioni nominate dal governo e nelle quali non sono presenti né il Comune dell’Aquila, né gli altri Comuni».
In questi giorni circolano voci sui profili professionali richiesti dal Comune capoluogo per il concorsone. Si parlerebbe di istruttori amministrativi, istruttori direttivi amministrativi, istruttori direttivi contabili, istruttori tecnici, istruttori ingegneri, istruttori direttivi architetti, istruttori contabili, istruttori direttivi geologi. La procedura concorsuale sarà bandita e gestita dalla commissione interministeriale per l'attuazione del progetto di riqualificazione delle pubbliche amministrazioni (Ripam), che sarà supportata dal Formez.


E intanto i capigruppo al consiglio comunale de L’Aquila Emanuele Imprudente (L’Aquila Città Aperta), Luigi D’Eramo (Prospettiva 2022), Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) Piero Di Piero (Udc) Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) hanno espresso preoccupazione per le sorti dei precari che da tre anni «operano fattivamente nelle questioni post terremoto». I consiglieri hanno rivolto un appello al ministro Fabrizio Barca che ha difeso la legittimità del concorso nazionale come mezzo di trasparenza e di correttezza.
«Ministro», hanno detto i consiglieri, «dovrebbe rendersi conto di come non sia materialmente possibile pensare a una ricostruzione concreta e soddisfacente de L’Aquila e dei Comuni del cratere sismico, inserendo nell’organico comunale persone che, per quanto brave, dovrebbero essere formate da capo per conoscere bene la realtà territoriale e i procedimenti specifici. D’altro canto, come noto, viviamo in un’area che attraversa una crisi profonda (sempre esistita e che il sisma ha accentuato) sotto il profilo dello sviluppo economico e non possiamo certo permetterci di alimentare la disoccupazione, rinunciando a professionalità conclamate e alla valorizzazione del personale di ruolo del Comune, che ha dato molto all’Ente e alla città ».
I capigruppo hanno in mente una serie di proposte alternative che vanno dalla sospensione delle procedure riguardanti il bando per il concorsone, alla proroga immediata dei contratti, per almeno sei mesi (e dunque fino a giugno del prossimo anno) dei precari; all’apertura di un tavolo di concertazione tra il governo, l’amministrazione comunale (con il coinvolgimento del Consiglio comunale) e i sindacati, allo scopo di definire una procedura trasparente e legittima, con la quale sia consentito ai precari del Comune una reale e concreta possibilità di essere immessi definitivamente nei ruoli dell’ente.
Infine hanno chiesto un’adeguata considerazione del personale di ruolo che ha sostenuto già dei concorsi interni, «tenendo conto che moltissimi dei dipendenti in questione potrebbero essere ulteriormente motivati attraverso la collocazione in una categoria professionale più consona al lavoro svolto».