L'INCHIESTA

Concorsi Arta, indagine chiusa. Spuntano due nuovi indagati

Nel pc trovati i file cancellati

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Concorsi Arta, indagine chiusa. Spuntano due nuovi indagati
PESCARA. A tre mesi dall’arresto dell'ex direttore amministrativo dell'Arta, Antonio Fernandez, 56 anni, il pm Gennaro Varone ha chiuso l’indagine sui presunti concorsi pilotati all’agenzia regionale

Ma non mancano sorprese: ai cinque indagati iniziali si aggiungono, infatti altre due persone. Si tratta di due dipendenti dell'Arta: Ernesto D'Onofrio, 44 anni, di Villamagna e Marco Cacciagrano, 52 anni, di San Giovani Teatino, entrambi accusati di favoreggiamento.
D’Onofrio era stato segretario della commissione del concorso per un posto da perito elettrotecnico contestato dalla procura e, secondo quanto accertato nel corso delle indagini, avrebbe «intenzionalmente dichiarato il falso» nel corso di un colloquio con la polizia nell’estate dell’anno scorso. Era il 25 luglio. Esattamente un anno dopo il dipendente dell’Arta scopre di essere tra gli indagati.
D’Onofrio raccontò agli inquirenti che le tre tracce delle prove scritte erano state predisposte soltanto il giorno stesso del concorso mentre dall’analisi dei file sequestrati a Nicola Colonna, uno dei componenti della commissione, risulta che la predisposizione avvenne il 23 dicembre del 2010, ovvero il primo giorno in cui si riunì la commissione.
Ma la procura contesta a D’Onofrio anche il fatto che dopo la perquisizione nell’ufficio di Fernandez a Pescara, (avvenuta il 5 luglio) avvertì Colonna che la polizia era stata in Agenzia alla ricerca di documenti. Questo «verosimilmente», contesta il pm Gennaro Varone, «per dargli modo di liberarsi dei file compromettenti». File che infatti la polizia è riuscita a recuperare solo attraverso il lavoro di un consulente che con un apposito software ha recuperato tutti i documenti cancellati dal computer.
Dunque è chiaro: D’Onofrio, dice sempre la pubblica accusa, «ha aiutato gli imputati a eludere le indagini in corso» e avrebbe tentato di far credere alla polizia che sarebbe stato impossibile per gli indagati trasmettere a qualcuno e rivelare le tracce prima del giorno della prova».

L’ISPEZIONE NELL’UFFICIO DELLA DIPENDENTE
Stessi guai anche per Marco Cacciagrano che su incarico di Fernandez, ha ricostruito la polizia, avrebbe eseguito una ispezione presso la stanza di Monica Ruscitti, la dipendente che con i suoi racconti ha svelato le manovre degli indagati. (Fernandes è accusato di tentata concussione proprio ai suoi danni). Mentre la donna era in ferie, Cacciagrano si sarebbe mosso alla ricerca del file con la quale Ruscitti aveva a suo tempo indicato un componente della commissione di gara diverso da quello indicato da Fernandez che aveva puntato esplicitamente su Nicola Colonna.
Questa affannosa ricerca aveva una ragione ben chiara, dice l’accusa: valutare se vi fosse la prova che Ruscitti avesse indicato, come dichiarato, nominativi diversi da quelli che il dirigente voleva.

GLI INDAGATI E LE ACCUSE
Gli altri indagati nell’ambito di questa inchiesta sono Domenico Pietro Pellegrini, 56 anni, di Pescara, candidato al concorso ritenuto pilotato; Angela Del Vecchio, 65 anni, di Casalanguida, direttore del distretto provinciale dell'Arta di Pescara; Nicola Colonna, 46 anni, di Atessa, componente della commissione esaminatrice; l'avvocato del Foro di Chieti, Pierluigi Tenaglia.
Del Vecchio, Pellegrini e Colonna, sono accusati, in concorso tra loro, di rivelazione di segreti di ufficio e falsità ideologica in atti pubblici. L'ex direttore amministrativo deve anche rispondere di tentata concussione, abuso in concorso, corruzione e turbativa d'asta. La posizione dell' avvocato Tenaglia si è aggravata e adesso deve rispondere oltre che di corruzione anche di turbativa d'asta.
Si avvia invece verso l'archiviazione la posizione del direttore generale dell'Arta Mario Amicone.

IL CONCORSO «PILOTATO»
Nel mirino della Procura di Pescara ci sono una serie di violazioni commesse in occasione di un concorso pubblico bandito dall'Arta Abruzzo il 15 maggio 2010 per l'assunzione a tempo indeterminato di un perito elettrotecnico. Dalle indagini, che sono partite a seguito di alcune segnalazioni anonime, è emerso che il concorso è stato condizionato grazie alla nomina di uno dei componenti della commissione esaminatrice. L'ex amministrativo dell'agenzia di Pescara è accusato anche di aver assunto un ruolo determinante, con il concorso dell'avvocato teatino Pierluigi Tenaglia, nella vicenda relativa all'aggiudicazione del servizio di avvocatura dell'Arta di Pescara. Nello specifico Fernandez, in qualità di presidente della commissione per l'aggiudicazione del servizio di avvocatura dell'Arta di Pescara, avrebbe messo in atto «una serie coordinata di atti contrari ai doveri di ufficio, allo scopo di predeterminare il risultato della gara a favore dell'avvocato Pierluigi Tenaglia, a discapito di un altro concorrente». Secondo l'accusa Tenaglia in cambio si sarebbe reso disponibile ad assumere la cognata di Fernandez nel suo studio legale. Il progetto, alla fine, non è mai andato in porto.


Alessandra Lotti