IL CASO

Province, altro che tagli. A Pescara si assume

L’ente ha bisogno di personale «fino al 2014». E in agguato ci sono le sentenze degli ex precari

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Province, altro che tagli. A Pescara si assume
PESCARA. Se è certo che le Province debbano fortemente essere ridotte come mai a chi le amministra viene in mente di assumere altre persone?

Succede a Pescara: qui il governo Monti ha optato direttamente per la soppressione dell’ente provinciale ma non ci si rassegna a questa possibilità. Pare, infatti, che le disposizioni che giungono da Roma poco importino. Infatti lo scorso 22 dicembre 2011, quando era già noto l’orientamento del governo sulle province, con la delibera di giunta numero 336 si è deciso che c'è bisogno di 29 persone in più sino al 2014. Non solo, per il 2012, praticamente subito, c’è bisogno di 8 nuovi dipendenti. Fra questi 8 dipendenti due sono istruttori direttivi tecnici.
Ma un’azienda (o un ente) prudente che sta per chiudere assume 8 dipendenti pochi giorni prima? Di certo le esigenze ci saranno ma di questi tempi le nuove assunzioni sono un "evento", ancor di più per un ente il cui certificato di morte, praticamente, è già stato firmato.
Nel 2010 proprio per un concorso per un posto di istruttore direttivo tecnico nel settore ambiente si scatenò l’inferno. Ci furono infinite polemiche perché un concorrente in sede di esame aveva chiesto di cambiare le tracce, per trasparenza ed imparzialità, senza essere accontentato dal presidente della commissione.
Dopo l’assunzione della prima persona in graduatoria, dal 1° luglio 2012 è stata assunta, part-time, anche la seconda (figlia di un sindaco del Pescarese) con determinazione 1614 del 14/6/2012 dell’ingegner Piselli.
Non si può escludere che che si continui ad attingere a quella e ad altre graduatorie.
Prima che si facesse quel concorso la vincitrice e la seconda in graduatoria, per circa tre anni, avevano lavorato presso la Provincia, nel settore ambiente, con contratti di somministrazione (ex lavoro interinale). Solo il settore ambiente nel corso del 2007 ha impegnato per contratti di somministrazione 300.000 euro di cui 46.300 euro corrisposti alla società Quanta con cui la Provincia stipulava i contratti.
Ma la Quanta (finita anche nell’inchiesta sui presunti concorsi pilotati a Montesilvano) scelta dall’ente provinciale (non si capisce se con gara pubblica) ha piena facoltà di scelta delle persone da impiegare nell'ente pubblico. Il risultato è che le persone che poi di fatto lavorano nell'ente non passano attraverso selezioni pubbliche.
Una pratica non nuova visto che avveniva anche con il centrosinistra di Giuseppe de Dominicis.
Ammesso che le esigenze attuali siano effettive in Provincia ci si chiede anche se non si potesse ricorrere ad assunzioni a tempo determinato o simili per non aggravare i problemi di mobilità del personale che assai facile prevedere ci saranno quando le province chiuderanno o saranno fortemente ridimensionate.
Anche perché sulla Provincia, dopo la batosta della sentenza da 1,7 milioni di euro che l’ente provinciale dovrà dare all’ex direttore generale, Barusso, grava la spada di Damocle di altre sentenze in arrivo, conseguenti alle richieste degli oltre 60 ex precari non stabilizzati, nonostante gli impegni ufficiali assunti dalla precedente amministrazione.
In più da qualche giorno, complice la riorganizzazione dell’Ente, si sta cercando anche un vice direttore generale, figura mai esistita fino a questo momento. Se il Partito Democratico ha protestato il presidente Testa spiega: «stiamo sperimentando un nuovo sistema di ragioneria. Siamo stati scelti dell’Upi per una sperimentazione, insieme ad altre nove Province, per armonizzare la contabilità delle pubbliche amministrazioni. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di dotare l’ente di un vice direttore generale, la cui attività non intacca affatto il fondo già destinato ai dirigenti. Insomma, nessuna spesa inutile».

Graduatoria Provincia Pescara