SANITA'

Dialisi a domicilio, la Asl di Chieti istituisce tre trattamenti fuori dell’ospedale

E’ la prima decisione di un servizio che sarà esteso anche ad altri

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Dialisi a domicilio, la Asl di Chieti istituisce tre trattamenti fuori dell’ospedale
CHIETI. Dialisi a domicilio per tre pazienti della Asl di Chieti che fanno capo all’ospedale di Lanciano.

Lo ha deciso pochi giorni fa il manager Francesco Zavattaro con una delibera immediatamente esecutiva che ha accolto la proposta di Margherita Maccarone, dirigente medico responsabile della Nefrologia e della Dialisi dell’ospedale Renzetti. Alla delibera è infatti allegata la sua relazione sui vantaggi e sulle possibilità concrete di realizzare il trattamento dialitico al domicilio del paziente, previo un addestramento di un paio di mesi del malato stesso e di un suo partner per le tecniche da adottare. Il macchinario verrà invece fornito in uso gratuito da una ditta della provincia di Parma, che provvederà anche alla fornitura del materiale occorrente ed allo smaltimento di questi rifiuti speciali. Dal punto di vista dei costi, la relazione tecnica illustra i risparmi per paziente/anno che si aggirano sui 17 mila euro per ogni trattamento domiciliare che dura 312 giorni, cioè 6 giorni a settimana. Ma i vantaggi non sono solo economici. Intanto questo tipo di trattamento non va ad affollare i posti dialisi in ospedale, ma soprattutto migliora la qualità della vita di chi si deve sottoporre a questa terapia, migliora la sua riabilitazione, rende più agevole il controllo della pressione ed è soprattutto più umanizzante, visto che tutto il processo avviene nelle mura domestiche: si ipotizza infatti che la dialisi possa avvenire di sera, al termine della giornata lavorativa e senza disagi o viaggi per il malato.
Così come sarà più facile, nei periodi di vacanza, sottoporsi al trattamento anche durante il soggiorno in albergo. Si comincia, come da delibera, con tre pazienti, ma dalla lettura degli atti disponibili non sembra che si tratti di un fatto solo sperimentale, in quanto la dialisi domiciliare già ha superato la fase della sperimentazione. Si tratta invece di una scelta della Asl di Chieti di riportare sotto la sua gestione diretta il trattamento dialitico che fa parte dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Il che consente di ridurre i costi altissimi del trattamento. In realtà non è che i dializzati vengono abbandonati a se stessi, saranno seguiti da un medico e da un infermiere specializzato nel settore proprio per assicurare la sicurezza di tutta l’operazione.
Sebastiano Calella