LA SPESA

«Poca igiene e nessun controllo al mercato settimanale di Silvi»

E’ quanto viene fuori dall’indagine di Arcoconsumatori

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«Poca igiene e nessun controllo al mercato settimanale di Silvi»
SILVI MARINA. Un giro tra una bancarella ed un’altra. Lo sguardo si posa su quei pomodori invitanti. «Accipicchia che offerta. Sì ma da dove vengono?». Non è indicato. «E quella porchetta? Una delizia sì» ma è tenuta a temperatura ambiente.

«E quel pesce che oggi, venerdì voglio proprio cucinare» ma sta lì da stamattina senza ghiaccio. Poi Mario mi invita a comprare le sue mozzarelle. «Che faccio mi fido?» Le prende, le infila, le rivolta in un sacchetto, a mani nude.
E’ la “foto” del mercato settimanale di Silvi Marina scattata dall’associazione Arco consumatori. Ma è anche la foto di numerosi mercati all’aperto in giro, nel mondo.
L’associazione ha fatto un controllo-ispezione per verificare in diversi periodi dell’anno il rispetto delle norme igieniche, dei prezzi, dei controlli sui prodotti venduti al mercato.
E voilà, la scoperta. I vigili non controllano, dice l’associazione, «molto spesso sono assenti e comunque non sono preparati tecnicamente ad assolvere il loro ruolo di controllo, in quanto le numerose infrazioni delle leggi riscontrate non sono mai state contestate e sanzionate».
Manca una riconoscibilità sia degli addetti che dello stallo nel quale sono parcheggiati gli ambulanti. Mancano i prezzi esposti in oltre il 50% dei prodotti specie nel settore dell’abbigliamento e degli alimenti. Spesso (nel 90 % dei casi) degli ortaggi e della frutta non è indicata la provenienza. Mancano le date di scadenza, la tracciabilità dei prodotti. Si pensa che sia sufficiente piazzare un cartellino con su scritto “produzione propria” perché tutto sia ok.
Casse di frutta appoggiate sul marciapiede senza protezione igienica e spesso riciclate nonostante i divieti di legge.
E ancora, c’è chi scarica per terra i residui vegetali. Con il risultato che a fine mercato la strada è un tappeto di bucce, cartacce e immondizia.
Nessun rispetto della catena del freddo, rincara ancora l’associazione. «Mozzarelle, formaggi freschi e salumi sono normalmente esposti al sole. Porchetta e carni cotte venduti a temperatura ambiente nonostante la presenza di frigoriferi non azionati perché fanno rumore, dicono i venditori». Il pesce “prende il sole” senza neppure un cubetto di ghiaccio, già un’ora dopo l’ apertura del mercato. E gli addetti non indossano guanti, solo alcuni portano il cappello.
Che si fa? Chiede Arcoconsumatori. Innanzitutto, pensa l’associazione,ci si rivolge all’assessore al Commercio e al comandante dei Vigili Urbani chiedendo un intervento urgente per garantire la sicurezza igienica e il rispetto delle regole; si dà la disponibilità a partecipare ad un apposito osservatorio sul commercio comunale e ad incontrare vigili ed operatori commerciali per informarli e aggiornarli su tutta la normativa in materia.
Poi se al prossimo controllo non si registrerà alcun miglioramento si passerà a nuovi mezzi legali.
m.b.