LA VERSIONE DEL PROF

Inchiesta Caligola, il prof Umberto Cao difende l'università di Camerino

Ricostruzione tra affidamenti diretti all’Università, costi e presunte diffamazioni

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Inchiesta Caligola, il prof Umberto Cao difende l'università di Camerino
L’AQUILA. «Una sfacciata campagna di diffamazione a mezzo stampa contro l’Università di Camerino e la Scuola di Architettura e Design». E ancora: « quelle risorse sono necessarie per mantenere in funzione l’ateneo».

Il professore Umberto Cao dell’Università di Camerino interviene sulla questione dei piani di ricostruzione affidati con procedura diretta all’ateneo marchigiano. Se la prende con Giuseppe Vespa, direttore del giornale on-line “L’Editoriale” e contro tutte le testate online che hanno dato una interpretazione «infamante della vicenda».
Sul caso la Procura de L’Aquila ha aperto un fascicolo. Si ipotizza che dietro i piani di ricostruzione ci sia un sistema volto ad avvantaggiare il maxi gruppo Ecosfera spa, già al centro di un’altra inchiesta che ha portato all’arresto bis per Lamberto Quarta, braccio destro di Ottviano Del Turco.

Il tutto sarebbe avvenuto per il tramite dell’architetto di Corropoli, Marco D’Annuntiis che lì è professore.

Lo schema predisposto dalla Struttura tecnica di missione prevedeva che i Comuni interessati siglassero una convenzione con l’università che, in cambio, avrebbe messo a disposizione le proprie competenze dietro lauto compenso.
Secondo il professore Cao molte delle ipotesi della procura (poi riportate dai gironali) sono frutto di una «visione alterata e distorta».
In primis, precisa Cao «la facoltà di Architettura dell’Università di Camerino con sede in Ascoli esiste da venti anni (1992), istituita con decreto ministeriale. Da due anni l’Università di Camerino ha modificato il suo statuto e ha unificato i dipartimenti (ricerca) con le facoltà (didattica) per cui la “vecchia” nostra “facoltà” con gli stessi docenti/ricercatori e personale oggi si chiama “scuola”. Dire che esistiamo da due anni è una evidente distorsione della realtà».
La "Scuola di Architettura e Design Eduardo Vittoria" della Università di Camerino, sede di Ascoli Piceno, presieduta da Cao è stata fondata nel novembre 2009 come si legge nella pagina ufficiale.
Poi per quanto riguarda i piani, essi sono nati grazie alla disponibilità volontaria di alcuni architetti di Ascoli che pochi mesi dopo il terremoto de L’Aquila, si sono attivati per rilevare i danni gravi riportati nella frazione di Tempera.
Ad esempio nel caso di Tempera, gli abitanti, riuniti in un comitato per la ricostruzione composto da rappresentanti degli isolati distrutti e da tecnici locali, si sono attivati perché questo lavoro fosse approfondito e potesse diventare il punto di avvio del piano di ricostruzione. Così, poco più di due anni fa, racconta Cao, «è stata firmata una convenzione gratuita con il sindaco Cialente nelle sue funzioni di commissario della amministrazione separata dei Beni di uso civico, affinchè la scuola di architettura completasse il lavoro preliminare per il piano di ricostruzione».


Un impegno, quello della scuola, proseguito anche quando l’operazione ha subito rallentamenti a causa della polemica tra Comune de L’Aquila e commissariato alla ricostruzione in merito ai piani di ricostruzione (una delle cause dei ritardi nell’avvio del programma stesso di ricostruzione).
Solo strada facendo (non prima) la scuola si è accorta che non si poteva continuare a lavorare senza ottenere una retribuzione e si è deciso, solo allora, «di siglare convenzioni onerose per incassare legittimi fondi allorché fossero stati finanziate le opere di ricostruzione. L’accordo prevedeva che queste convenzioni fossero firmate dai presidenti degli aggregati (consorzi) non appena legalmente costituiti».
Entrate che vista la situazione di crisi finanziaria delle università italiane, avrebbero consentito all’università di esistere e funzionare.
«Nonostante dia fastidio a molti», conclude il professore, «l’università pubblica è una cosa ancora seria e il preside ne è solo il coordinatore ed il portavoce, che oltre a salvaguardarne la qualità e il funzionamento, deve provvedere a reperire risorse che sono controllate da un sistema amministrativo rigido e trasparente. Io di notte non rido e soprattutto non ho mai riso delle disgrazie del mio paese. Trovo sia cosa gravissima scriverlo alludendo ad altri eventi ben diversi e noti. Io per il mio lavoro di preside non ho alcun lucro, anzi spese a non finire. Ma forse dovrei ridere delle scemenze scritte sui quotidiani... e invece, mi fanno molto soffrire».
m.b.