INTERROGATORIO

Abuso d’ufficio, Mascia indagato chiamato in procura per chiarire

Il sindaco di Pescara era già stato interrogato lo scorso 6 giugno raccontando una versione che traballa

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Il pm Annarita Mantini

Il pm Annarita Mantini

PESCARA. Indagando indagando emergono testimonianze, versioni e fatti che sono davvero molto difficili da far conciliare con le versioni fornite dal sindaco Albore Mascia e dagli altri esponenti dell’amministrazione, come l’assessore Nicola Ricotta.

Su Pescara “Città dello sport 2012” l’inchiesta aperta dalla procura di Pescara (pm Annarita Mantini) si avvita sull’operato della amministrazione pubblica targata Mascia mentre la polizia scopre dettagli che le persone ascoltate in precedenza non avevano fornito.
L’accusa di abuso d’ufficio per il sindaco deriva dal fatto di aver sottoscritto (lui e non il comitato organizzatore) il contratto di consulenza a Barbara Briolini (non indagata) il 26 maggio 2010. Un contratto veloce e urgente. Infatti è stato questo il primo atto fatto, il giorno della nascita del comitato; il contratto è stato poi ratificato il 6 agosto successivo dal comitato (ma in vigore da maggio).
Compenso: 30mila euro di soldi pubblici. Cifra che supera però il limite dei 20mila euro che la legge imponeva fino al 2011 per gli affidamenti diretti. Niente bando pubblico, dunque, e sindaco indagato.
Quando Mascia è andato in procura la prima volta ha raccontato la sua versione dicendo che le carte erano state preparate dai tecnici del suo ufficio e che lui non può certo occuparsi di stilare anche contratti.
Il sindaco avrebbe dunque raccontato l’iter che ha portato alla scelta della super consulente esperta di organizzazione di eventi sportivi e già ingaggiata anche per Pescara 2009 ed i Giochi del Mediterraneo e dal curriculum importante. Ha detto in sostanza che lui si sarebbe limitato a firmare le carte preparate dai suoi tecnici. La scelta, ha rivelato, era ricaduta sulla professionista per la grande esperienza. La versione sembrava convincente e faceva emergere la mancanza assoluta di volontà nel fornire la consulenza e dunque procurare scientemente un vantaggio economico con un atto irregolare. Insomma una accusa destinata alla archiviazione.

I problemi sono sopraggiunti in un secondo momento quando la Briolini è stata riascoltata dalla Squadra Mobile diretta da Pierfrancesco Muriana e sono emersi particolari fondamentali per l’indagine. Intanto la stessa Briolini ha parlato di un rapporto di fatto iniziato già nel 2010 (come già segnalato da PrimaDaNoi.it e come la stessa Briolini scriveva nel suo curriculum). Inoltre ci sarebbero state altre proposte avanzate al Comune da una società che avrebbe fornito tre preventivi per fasce di prezzo diverse per svolgere lo stesso compito poi affidato alla Briolini. Uno di questi preventivi, richiesti dal dirigente Tommaso Vespasiano, era al di sotto dei 20mila euro.
Perché questa proposta è stata scartata o non presa in considerazione? Perchè di queste proposte il sindaco Mascia e l’assessore Ricotta (chiamati in causa dalle stesse dichiarazioni della Briolini) non hanno fatto cenno?

Nell’interrogatorio di oggi il primo cittadino fornirà le sue risposte e correggerà il tiro e le imprecisioni della prima volta e dovrà convincere il pm che non c’entra nulla con la consulente che è anche membro della stessa organizzazione (l’Aces) che poi ha fornito il titolo di “Città dello sport”.
La polizia nelle scorse settimane ha sequestrato anche alcuni pc tra cui quello della Briolini e dall’esame dei files sarebbero emersi ulteriori particolari sul lavoro effettivamente svolto dalla professionista incaricata.
Il sindaco si è sempre detto tranquillo e nelle scorse settimane ha ricordato come questa sia la prima volta in cui si trova nella posizione di indagato e che tutti lo conoscono come persona per bene.
a.b.