MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

Massacra di botte la moglie, arrestato si difende: «sono un giornalista della tv belga»

Provvidenziale l’intervento del maresciallo Giannuzzo fuori servizio

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Massacra di botte la moglie, arrestato si difende: «sono un giornalista della tv belga»
CASTEL FRENTANO. Nel cuore della notte il comandante della stazione dei carabinieri di Catelfrantano Fernando Giannuzzo, libero dal servizio, è stato allertato dalle grida disperate di una donna.

Sceso in strada ha individuato un appartamento da dove provenivano le urla. Ha cercato di farsi aprire avendo intuito che un uomo stava massacrando di botte una donna. Un attimo prima di sfondare la porta, la signora ha aperto «con il volto insanguinato e piena di ematomi: un corpicino esile, violato dalla brutalità di un uomo completamente obnubilato dall’alcol». E il tutto si è svolto sotto lo sguardo atterrito di una bimba di appena 10 anni.
Si tratta di una famiglia belga in vacanza in Italia, lui di origini frentane. Madre e figlia, invece, non parlano una sola parola di italiano. Il maresciallo, con il supporto dei suoi uomini, ha cercato di portare l’uomo in caserma. Ma lui, Consiglio Abbonizio di 47 anni, ha opposto resistenza.
Per la donna, invece, è intervenuto immediatamente il 118 che, viste le condizioni disastrose, l’ha trasferita nel nosocomio di Lanciano, dove ha ricevuto le cure del caso.
Dagli accertamenti diagnostici è emerso che la donna ha incassato botte in ogni parte del corpo, ma soprattutto alla mandibola, dove sono emerse anche lesioni precedenti a queste, che sarebbero frutto di un ennesimo episodio di una lunga serie.
Nonostante ciò, però, la donna non ha voluto denunciare il marito. Lui, però, dimostrata la reiterazione, è stato tratto in arresto per maltrattamenti e per resistenza a pubblico ufficiale. Mentre lo hanno portato in cella si è difeso dicendo di essere «un rispettabile giornalista della tv belga».
Attorno a lei si è creato un cordone di solidarietà, soprattutto volto a cercare una più dignitosa sistemazione alla piccola: si sono mossi il sindaco di Castel Frentano, le assistenti sociali, i carabinieri. Si è instaurato un contatto con il Consolato belga, perché mamma e figlia abbiano un sostegno anche e soprattutto quando faranno ritorno al loro Paese.