URBANISTICA

Francavilla, Provincia boccia cambio destinazione d’uso vecchi alberghi

Di Renzo: «la delibera va subito ritirata»

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Francavilla, Provincia boccia cambio destinazione d’uso vecchi alberghi
FRANCAVILLA AL MARE. «Per la Provincia di Chieti la delibera che trasforma i vecchi alberghi in case private a Francavilla al Mare è illegittima».

A dirlo è il consigliere Stefano Di Renzo,  capogruppo del gruppo consiliare civico Democratici per Francavilla, che ha rintracciato la nota (inviata al Comune di Francavilla il 13.07.2012) con cui la Provincia ha eccepito problemi di incompatibilità della delibera comunale con i contenuti e gli indirizzi del piano territoriale e di coordinamento provinciale (Ptcp), dei piani particolareggiati all'interno del Prg. L’Ente ha invitato perciò il Comune ad una rivisitazione della proposta di variante.
La questione del cambio di destinazione d’uso riesumata da Carmine Cappelletti e condivisa dal primo cittadino, non è stata accolta di buon grado dalle fila dell’opposizione. Oggi la bocciatura che, secondo Di Renzo, dovrebbe spingere in via definitiva al ritiro del documento.
Ecco la carrellata di dubbi espressi dalla Provincia. La proposta di variante, secondo l’Ente, è stata fatta in assenza di una propedeutica valutazione delle minime condizioni necessarie per la sostenibilità di un procedimento di variante urbanistica. Bisognava tener conto dunque degli effetti territoriali prodotti dal Prg fino ad oggi, delle criticità e delle problematiche del territorio comunale di vasta area. Non si comprendono poi, secondo la Provincia, in maniera chiara le effettive motivazioni territoriali, urbanistiche, ambientali legate al pubblico interesse che deriverebbe da questa operazione.
«La delibera non riconosce il valore pubblico che Luciani attribuisce alle entrate economiche che deriverebbero dal cambio oneroso di destinazione, è carente della “microzonazione sismica”, non prevede una quantità di standard nei minimi (cioè dei servizi per migliorare la qualità della vita dei cittadini in termini ambientali, di opere, verde, parcheggi, fognature; interventi che andrebbero previsti quando si edificano nuovi appartamenti o si trasformano strutture diverse in residenze)».

Viene contestata la parte in cui si va a modificare le previsioni dei piani attuativi vigenti precisando che il Prg non può che recepire integralmente le previsioni attuative dei piani particolareggiati vigenti. Viene contestata altresì la generica previsione che prevede il cambio di destinazione d’uso in tutte le zone del territorio comunale.
Il documento, fa sapere Di Renzo, «di cui stranamente il Comune non ha traccia» è stato reperito grazie all’intervento del consigliere di minoranza Franco Moroni. Lo stesso Di Renzo nei giorni scorsi è intervenuto sul tema contestando l’abbassamento dei valori degli immobili da trasformare, disposto da Luciani.
Dice Di Renzo: «mi aspetto che i vertici regionali del Pd che tanto avevano appoggiato questa delibera e che tanto mi avevano contestato arrivando (anche sulla scorta delle delibera Adrom) ad espellermi (il consigliere insieme a Donato La Barba e Lorenzo Pirozzi non ha votato la delibera Edmondo che ha portato alle dimissioni, poi ritirate, del sindaco Antonio Luciani ed è stato sfiduciato dal Pd ndr) dal partito ora prendano provvedimenti verso i loro referenti locali, il segretario del Pd e l’assessore all’urbanistica che non hanno saputo gestire la questione nè politicamente né tecnicamente arrivando, su tematiche di importanza assoluta per la città, ed in maniera vergognosa, a frantumare il partito e la maggioranza uscita dalle urne».
L’auspicio di Di Renzo è che venga ritirata la delibera «anche perché non tutte le osservazioni fatte dalla Provincia potranno essere sanate, come il problema della mancata previsione degli standard e l’inconsistenza del “valore pubblico”».

«PARERE POLITICO E NON TECNICO»
«Poco interessanti le dichiarazioni di Stefano Di Renzo, in quanto il parere espresso dalla Sezione Urbanistica Provinciale rappresenta più un parere politico che un parere tecnico, peraltro non vincolante come, forse, sfugge al consigliere Di Renzo». E’ quanto dichiara l’assessore all’Urbanistica, Antonio De Marco, che aggiunge: «Con tale parere, il Suap rileva un contrasto con il Piano territoriale di coordinamento provinciale contrasto che, peraltro, non viene chiarito con riferimento proprio alla normativa del Piano provinciale. La Ripartizione urbanistica ben saprà chiarire – continua De Marco -, con dati di fatto oggettivi e con l’indicazione puntuale di norme, il parere espresso. L’operato dell’Amministrazione Comunale e della competente Ripartizione Urbanistica – fa presente l’assessore all’Urbanistica - è già stato vagliato in più di un ricorso al TAR su questo argomento ed il Tribunale ha sempre dato ragione al Comune, come dimentica il consigliere Di Renzo. Gli organi competenti hanno certificato la legittimità del nostro operato che va senza alcun dubbio a favore dell’arricchimento della collettività e non del singolo. Ma questo a Di Renzo non interessa perché a tutt’oggi non abbiamo ascoltato una sola risoluzione anche del più piccolo problema di Francavilla al Mare».