PORTO DELLE SABBIE

Dragaggio porto Pescara, martedì incontro con sottosegretari Infrastrutture e Ambiente

Ieri ennesimo peschereccio incagliato

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Dragaggio porto Pescara, martedì incontro con sottosegretari Infrastrutture e Ambiente
PESCARA. Il sottosegretario di Stato presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Guido Improta, ha convocato per il 24 luglio alle ore 18, a Roma, una riunione per discutere del porto di Pescara.

All’incontro sono stati invitati a partecipare, oltre al sottosegretario presso il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio, Tullio Fanelli, il presidente della Regione Gianni Chiodi, il presidente della Provincia Guerino Testa, il direttore generale della Direzione generale per i porti Cosimo Caliendo, il provveditore interregionale per le Opere pubbliche Donato Carlea, il comandante della Direzione Marittima di Pescara Luciano Pozzolano, il direttore generale dell’Arta Mario Amicone e l’ing. Alberto Noli.
La riunione – si legge nella lettera di convocazione - «è finalizzata all’individuazione della soluzione tecnico economica ritenuta maggiormente rispondente alla ripresa dell’attività del porto di Pescara», sulla base delle proposte elaborate dal Provveditorato interregionale per le Opera pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna e già illustrate a Pescara.
«Ciò che chiediamo al Governo – dice Testa - è di prendere in considerazione seriamente le problematiche del porto del capoluogo adriatico, che è di competenza statale. Lo scalo è ormai paralizzato e le soluzioni che ci vengono prospettate sono tutte a medio-lungo termine, oltre che estremamente onerose. E’ arrivato il momento che i ministeri competenti affrontino la vicenda in maniera risolutiva, dicendo quali sono le somme che sono pronti ad investire sul porto di Pescara per la riapertura immediata. Una volta concluso il fermo pesca, che le istituzioni locali sono riuscite a prolungare prevedendo delle provvidenze per la marineria, il dragaggio dovrà necessariamente partire, senza ulteriori indugi. Dal Governo esigiamo risposte, chiare, precise e puntuali, senza dilazioni. La Regione, con il presidente Gianni Chiodi, si è già impegnata a finanziare una parte dell’intervento per cui mi aspetto che anche dai ministeri coinvolti in questa vicenda arrivino finalmente risposte concrete».

I DUBBI DI ACERBO
Ma il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, si mostra scettico nei confronti di questo nuovo incontro: «finora l'unica piattaforma seria per affrontare la questione è quella presentata dall'associazione degli armatori e dal Wwf. Chiodi, Mascia e Testa l'hanno studiata? Eppure è stata presentata a Testa più di sei mesi fa».
Secondo Acerbo prima che Testa e Chiodi «vadano a bersi le soluzioni del Provveditorato» dovrebbero spiegare perché è stata scartata l'ipotesi di utilizzare la vasca di colmata che in ogni caso prima o poi dovrà essere oggetto di intervento per la messa a norma.
«Non è che si vuole imporre a tutti i costi la realizzazione di una nuova vasca funzionale al mega-progetto di nuovo porto previsto nel Piano Regolatore Portuale respinto dalla totalità dei comandanti della marineria pescarese?», chiede Acerbo. «Chiodi chiede un "intervento strutturale"? Sarebbe da discutere quale causa stia perorando prima di andare lì a parlare a nome dei pescaresi».

UN PESCHERECCIO INCAGLIATO
Intanto ieri un peschereccio è rimasto incagliato durante le manovre di ingresso al porto di Pescara nella zona del molo commerciale. L'imbarcazione, che era uscita dal porto per motivi tecnici (in questo periodo non si pesca per via del fermo), è riuscita a disincagliarsi in maniera autonoma. Sul posto è intervenuto il personale della Capitaneria di porto che non ha registrato danni a cose o persone. Non si tratta del primo episodio del genere, e alla base di questi incidenti c'è proprio il mancato dragaggio del porto, i cui fondali sono insabbiati e impediscono la navigazione in sicurezza.