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L’ospedale fantasma di Penne da 15 milioni di euro, «Chiodi spieghi»

La Commissione parlamentare d’inchiesta interpella il commissario alla Sanità

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L’ospedale fantasma di Penne da 15 milioni di euro, «Chiodi spieghi»
PENNE. Una relazione sull’Ospedale del Carmine di Penne, costato 15 milioni di euro ma mai utilizzato, è stata chiesta al presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi.
Ad avanzare la richiesta è stato il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari, Antonio Palagiano.
Della vicenda del nosocomio fantasma si è occupato ieri il Corriere della Sera che ha mostrato in un video la struttura abbandonata a se stessa nonostante l’imponente utilizzo di fondi per la realizzazione dell’edificio, in costruzione dagli anni ’60. Oltre 50 anni di tempo per produrre il nulla.
L’inviato del Corriere è entrato all’interno della struttura e vi ha trovato decine di posti letto, tutti nuovissimi e mai usati ma anche macchinari, frigoriferi, televisori, stampanti, centinaia di sedie a rotelle una sull'altra e ventilatori nuovi ma anche apparecchiature per le sale operatorie e barelle per il pronto soccorso. In un altro sottoscala invece c'è una distesa enorme di cartelle cliniche. Sono migliaia, con tanto di lastre e dati personali. Nella sale caldaie sono stati trovati altri costosi macchinari «che hanno l'aria di non essere mai stati usati», ma anche bagni sono intonsi «con l'adesivo protettivo attorno. Le ante delle docce aprono e chiudono senza un inghippo». Sparsi qua e là sono stati trovati anche certificati di garanzia che la ditta che ha eseguito i lavori ha rilasciato agli amministratori locali. I corridoi hanno tutti le luci e i pulsanti per le emergenze; doppi ascensori che probabilmente nessuno ha mai preso. Gli interruttori generali sono immacolati, chiusi in un pannello di plastica trasparente. Tutti sul segno "off".

Adesso la Commissione parlamentare vuole vederci chiaro e chiede spiegazioni a Chiodi: «voglio un dettagliato report sui costi messi in campo per l’edificazione della struttura e per la dotazione di arredi», annuncia Palagiano, «e sulla conseguente incidenza sul bilancio, pregresso ed attuale, del servizio sanitario regionale». E sempre a Chiodi di chiede di fornire elementi di conoscenza sullo stato attuale dell’edificio e dei materiali che vi sono contenuti, nonché sui motivi della presenza di cartelle cliniche, sugli eventuali provvedimenti per il loro trasferimento in luoghi più idonei alla custodia e, infine, sulla effettiva destinazione prevista per la struttura. Questo è probabilmente il nodo più spinoso in quanto da anni Provincia, Comune e Asl litigano sulla proprietà dell'immobile e sulla competenza territoriale.