ARRESTO MANCATO

Asl Teramo, anche il Riesame dice no all’arresto di Varrassi

La procura aveva presentato ricorso

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3945

Asl Teramo, anche il Riesame dice no all’arresto di Varrassi
TERAMO. Il Tribunale del Riesame dell'Aquila ha respinto il ricorso con cui la Procura di Teramo aveva chiesto l'arresto del direttore generale della Asl di Teramo, Giustino Varrassi.

Al manager viene contestato il reato di peculato d'uso. Il ricorso era stato presentato dopo che il Gip della Procura teramana, Giovanni de Rensis, non aveva accolto, il 27 giugno scorso, la richiesta di domiciliari avanzata dal pm Davide Rosati. Le motivazioni del rigetto da parte del Riesame sono in linea con quanto spiegato il 27 giugno dal Gip De Rensis: pur condividendo la ricostruzione del Pm venga, l'arresto appare eccessivo. Inoltre, il clamore del fatto impedirebbe «la reiterazione del reato». Infine, motiva ancora il Riesame, Varrassi avrebbe parzialmente risarcito il danno.
Il provvedimento cautelare era stato chiesto dal pubblico ministero Rosati nell'ambito dell'inchiesta sull'utilizzo improprio dell'auto di servizio della Asl assegnata al direttore generale e in cui è coinvolto, per concorso, anche l'autista personale del dg, Giovanni Lanci.

Il reato contestato ad entrambi dalla procura è di peculato d'uso. La vicenda da qualche settimana stava monopolizzando l'attenzione dell'opinione pubblica, dopo una fuga di notizie più o meno confermate, circa l'esistenza di una indagine sull'uso dell'auto blu e sul rischio di arresto per il direttore generale Asl.
Varrassi è accusato di aver utilizzato la macchina di servizio della Asl più volte dal suo insediamento sul tragitto L'Aquila-Teramo per recarsi a casa e per attività private; stessa contestazione, ma soprattutto per lo svolgimento di attività privata, mosse nei confronti dell'autista dipendente Asl. Varrassi, interpellato di recente, aveva riferito di aver chiesto parere alla Regione sulla possibilità di usare la macchina per questi scopi e, al diniego, di aver risarcito l'Ente del costo di cui aveva usufruito indebitamente.