LO SCANDALO INFINITO

Nel baratro Aca si perdono 35 mln di metri cubi d’acqua e 67 mln di debiti

Cda «illegittimi» e bilanci pericolosi: ennesimo esposto di Codici alla Corte dei Conti

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Nel baratro Aca si perdono 35 mln di metri cubi d’acqua e 67 mln di debiti
PESCARA. Una montagna di problemi, irregolarità, sprechi e violazioni di leggi. Una diffida inviata ai sindaci e un esposto alla Corte dei Conti.

L’associazione Codici, venuta in possesso di documenti «segreti», fa scoppiare (ancora una volta) il bubbone Aca e, se non bastavano già le polemiche dei giorni scorsi, viene fuori l’immagine di un «mostro succhia soldi», così lo ha definito Domenico Pettinari, che ha solo un destino: «lo dobbiamo annientare».
Dalle carte ufficiali si scopre che in un solo anno (il 2010) si sono persi per strada, per colpa di tubature fatiscenti e lavori mai portati a termine (gli stessi che auspicava il commissario Caputi), oltre 35 milioni di metri cubi di acqua. Una montagna che si perde per strada e che probabilmente, da sola, basterebbe a risolvere la crisi idrica che attanaglia i comuni in queste ultime settimane.
Ma Codici è venuta in possesso anche dei documenti del bilancio 2011, quello che dovrà essere votato in occasione della prossima assemblea. Una montagna di debiti e ben 67 milioni di euro da recuperare. L’Aca sostiene che ce la farà a riaverli nei prossimi 12 mesi ma nell’anno precedente era riuscita a farne rientrare appena 4,5 milioni. Come farà?

«PESANTI IRRECOLARITA’, SCATTA LA DIFFIDA»
Poi c’è la questione della sussistenza di «gravi profili di irregolarità e di illegittimità», ha denunciato Codici, sia nel rinnovo del Consiglio che nelle cause di incompatibilità dei membri esistenti e dei candidati alle cariche.
Pettinari ha parlato di «numerosi casi» e «violazioni palesi, di fronte a cui nessuno ha detto nulla: una per tutte - ha sottolineato in conferenza stampa - il presidente Ezio Di Cristoforo, coniuge del sindaco di uno dei comuni soci dell'Aca». Lui è il presidente uscente ma punterebbe al rinnovo del mandato.
Proprio per questi motivi l’associazione ha inviato una diffida ai 64 sindaci soci (e protocollato anche un esposto alla procura), chiedendo di non prendere parte al rinnovo del Consiglio, previsto il prossimo 30 luglio, di considerare decaduto il Consiglio, di non votare membri che si trovino in situazioni di incompatibilità e di adottare ogni provvedimento atto a sanzionare le violazioni che ci sono state negli anni.

LE CONDUTTURE COLABRODO
La realtà più difficile da mandar giù in queste ore di emergenza idrica è che si spreca più acqua di quanta in realtà non si usi o arrivi nella abitazioni. Nell’anno 2010, come detto, si stima una perdita d’acqua che supera i 35 milioni di metri cubi ovvero una perdita di 300 litri al secondo, il 55% di quanta ne viene immessa.
Tante le situazioni difficili: nel comune di Abbateggio se ne perde il 70,3%, ad Arsita il 64,7%, a Bisenti il 62.2%.
A Bolognano, comune amministrato dalla moglie di Di Cristoforo, si arriva addirittura al 71,7%, così come Brittoli. Fa ancora peggio Carpineto della Nora con l’81,8% o Fara Filiorum Petri con il 78,1%.
Situazione assai critica anche a Farindola (59,5%), Francavilla (68,7%), Lettomanoppelo (71,3%), Miglianico (69.5%), Montebello (66,2%), Pescosansonesco (78,5%), Rapino (81,8%), Scafa (64,1%), Roccamorice (55,9%), Pescara (54% per un totale di 12.298.353 metri cubi persi), Montesilvano (53.4%).

IL BILANCIO
Non va meglio alla voce bilancio. Dopo i dubbi degli anni scorsi  anche il documento contabile in via di approvazione mostra più di una anomalia.
L’Aca, che chiude l’anno con un attivo di 400 mila euro, secondo quanto confermato dall’associazione Codici ha 44,8 milioni di esposizione nei confronti dei fornitori (+ 12 mln rispetto all’anno precedente) e 20 milioni nei confronti degli istituti bancari. Di questi 8,5 mln sono debiti che si pensa di risolvere a breve termine (entro 12 mesi), il resto a lungo termine.
Ci sono poi oltre 67 mln di euro di crediti da recuperare. Crediti che l’Aca sostiene che riuscirà a farsi dare entro i prossimi 12 mesi. Possibile? Vedendo quello che è stato fatto l’anno scorso si scopre che la società è riuscita a recuperare appena 4,7 mln di euro e che quindi l’anno prossimo deve fare almeno 16 volte tanto.
«Non c’è alcuna analisi statistica che ci dice come si andrà a recuperare nei prossimi dodici mesi», ha denunciato Pettinari, «perché quella cifra viene messa lì?» 


Alessandra Lotti