ACQUA E POLITICA

Acqua e veleni, pure Mascia contro l’Aca: «fermate quel carrozzone»

Ieri i lavori della condotta di viale Pindaro

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Acqua e veleni, pure Mascia contro l’Aca: «fermate quel carrozzone»
PESCARA. La rottura della condotta idrica distributrice centrale di viale Pindaro, che ha lasciato a secco l’intero quartiere di Porta Nuova, in piena estate, «è sintomatica di una gestione insoddisfacente del servizio da parte dell’Aca».

Ma anche «di scarsi investimenti sulla città di Pescara, che oggi paga lo scotto di anni di disattenzione».
La pensa così il sindaco Luigi Albore Mascia che boccia la gestione dell’azienda consortile, più o meno come ha fatto nelle scorse settimane il commissario unico dell’Ato pescarese Pierluigi Caputi in una lettera spedita ai vertici della società.
Il sindaco chiede adesso una svolta: «l’Aca si adegui alla nuova normativa e smetta di essere un semplice carrozzone politico».
La rottura della condotta di viale Pindaro verificatasi all’una della notte tra domenica e lunedì è solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di insoddisfazione e per Mascia è anche «la dimostrazione palese e indiscutibile di una politica sbagliata condotta dall’Aca sul territorio, una politica che si è tradotta nell’assenza di investimenti e opere tese all’innovazione della rete, e oggi, 17 luglio, in piena estate, con temperature di poco inferiori ai 40 gradi, al massimo della stagione balneare, ci ritroviamo con i rubinetti asciutti, con alberghi, attività commerciali e stabilimenti balneari senz’acqua e migliaia di cittadini in difficoltà».
Il sindaco si lascia andare e non si trattiene: «non c’è una gestione manageriale dell’Aca, una delle aziende più importanti del territorio in quanto responsabile della distribuzione dell’acqua su tutta la provincia».
Quasi incredibile da credere se i danni non fossero sotto gli occhi di tutti quotidianamente.
Sulla base dello Statuto dell’Aca, l’originario Consiglio d’amministrazione è sostanzialmente venuto a mancare, oggi è rimasto solo il presidente a rappresentare il vecchio Cda, tutti gli altri componenti sono cessati dalla carica o sono stati progressivamente sostituiti e di fatto, considerando decaduto il vecchio Cda, oggi dovrebbero essere applicate le nuove norme contenute nella spending review, secondo la quale per tutte le società controllate direttamente o indirettamente, il Cda dovrebbe avere 3 consiglieri, di cui 2 scelti tra i dipendenti degli Enti che partecipano al capitale della società stessa, e un esterno con funzioni di amministratore delegato o Presidente. Tuttavia l’attuale Cda sostiene che in realtà il Consiglio d’amministrazione non è decaduto per intero, ma che si deve sostituire semplicemente un componente e quindi cerca di salvare la propria posizione. 


DURANTE I LAVORI L’ENNESIMO GUASTO
Intanto alle 15 di ieri è cominciato l’intervento con lo scavo da parte dell’Aca su viale Pindaro; alle 16.35 si è verificata la fuoriuscita di acqua dalla condotta, con un temporaneo allagamento della strada, subito risolto dalla Attiva che è intervenuta per aprire tutte le caditoie. Quindi i lavori sono ripresi e si sono conclusi intorno alle 18. Dopo circa mezz’ora l’Aca ha avviato le operazioni di reimmissione dell’acqua all’interno della conduttura. «Poche in realtà le segnalazioni giunte dai cittadini», commenta l’assessore Berardino Fiorilli: «il maggior numero delle telefonate sono arrivate da via Misticoni-via Arnaldo Da Brescia, via Gabriele D’Annunzio e la zona Aurum dove i rubinetti sono rimasti all’asciutto già dal mattino a causa della rottura stessa».
Le eventuali segnalazioni potranno ancora essere inoltrate, oltre che al centralino dell’Aca al numero 085/41781, anche al Comune di Pescara al numero 085/4283544 e al Comando della Polizia municipale al numero 085/37371, e alla mail sindaco@comune.pescara.it, nel caso in cui si trovassero tutte occupate le linee telefoniche.