LO SCANDALO INFINITO

Emergenza idrica: «Aca incapace». La strigliata del commissario Caputi: «situazioni inammissibili»

Codici: «abbiamo scoperto documenti choc»

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Emergenza idrica: «Aca incapace». La strigliata del commissario Caputi: «situazioni inammissibili»
PESCARA. Una situazione inammissibile che non può definirsi «emergenza» perché conosciuta da tempo.

Lo avevamo scritto in un articolo del 30 giugno scorso  ma lo sostiene anche il commissario straordinario dell’Ato Pierluigi Caputi che lo ha scritto senza mezzi termini in una missiva indirizzata all’Aca e ai sindaci dell’Ato Pescarese. Un documento datato 27 giugno 2012.
Il documento costituisce una prima generica e indiretta risposta ad una interrogazione parlamentare avanzata dai senatori Mascitelli e Lannutti che hanno chiesto al governo chiarezza su investimenti, cda, cariche di Aca e altre società che gestiscono il servizio idrico integrato.
E’ proprio da questa lettera che si percepisce la dura presa di posizione del commissario che richiama all’ordine, per l’ennesima volta, l’azienda consortile, invitando a trovare soluzioni, perché così non si può più andare avanti.
Caputi ha chiesto all’Aca di fornire una «dettagliata relazione» in cui si evidenzino tutte le azioni messe in campo». In pratica: cosa si è fatto? Cosa si sta facendo? Cosa si farà?
In più chiede che venga esperita «ogni operazione di contenimento della risorsa, risparmio e buon utilizzo». Perché, lo dice qualche riga più sotto, «non è possibile né ammissibile ipotizzare che tali fasi di crisi possano essere superate solo con l’incremento delle portate e l’utilizzo di nuove captazioni».
Ma questa non è la prima lettera di questo tipo indirizzata all’Aca. Diverse ne sono state recapitate anche nei mesi scorsi. Una, ad esempio, è stata spedita il 2 febbraio, ovvero oltre 5 mesi fa: lì Caputi già annunciava che forse era il caso di prendere provvedimenti per tempo perché con il sopraggiungere della stagione calda «a causa dello scarso rifornimento idrico delle falde acquifere», vi era la possibilità di registrare situazioni di crisi idriche. Doti divinatorie? No. Fatto sta che Caputi ci ha visto proprio giusto tanto che da settimane è necessario chiudere i serbatoi nelle ore notturne e i cittadini registrano problemi fino al giorno successivo. Che cosa è stato fatto? Che cosa si sta facendo? Cosa si farà?, continua a domandare Caputi come un mantra. 


Il commissario ha chiesto anche di vedere il crono programma delle iniziative adottate dall’Aca «al fine di poter escludere eventuali responsabilità gestionali riconducibili ai disservizi registrati o che si registreranno nei prossimi giorni». Caputi, inoltre, si dice certo che l’aumento dei consumi e la contemporanea fase di discesa della disponibilità idrica non bastano da sole a combinare il guaio e determinare «crisi idriche ampiamente prevedibili».
E sullo sfondo c’è infatti il grosso problema delle reti colabrodo che, secondo un recente studio, solo in Abruzzo porterebbero alla perdita del 77% di acqua. Uno spreco enorme che non vede margini di miglioramento ormai da troppi anni. Un accenno alla perdita delle rete idrica la fa anche Caputi nella missiva indirizzata ai vertici dell’Aca quando parla di una situazione «preoccupante» e chiede una «necessaria attività di progettazione e programmazione» affinchè si possa garantire il rifornimento idrico necessario. Su questo punto costa è stato fatto? Cosa si sta facendo? Cosa si farà?
Il commissario sottolinea tutti i limiti dell’Aca ammettendo: «questa attività doveva essere già avviata da tempo».
Un’ennesima critica la muove sulle regolazioni delle portate che avvengono in maniera manuale: «un tale comportamento», annota Caputi, «non appare consono ad una gestione industriale di una società per di più ‘in House’». 


CODICI: «DOCUMENTI CHOC»
Intanto per domani mattina l’associazione Codici ha fissato una conferenza stampa nel corso della quale «sveleremo documenti choc, documenti incredibili». Pettinari svela: «abbiamo spulciato una lunga serie di carteggi interni all’Aca, documenti riservati scoprendo una serie di incompatibilità, irregolarità e violazioni delle normative relative al rinnovo del Consiglio d’Amministrazione da far rabbrividire l’intera collettività».
L’associazione annuncia anche di aver firmato una diffida penale e un esposto denunciano una serie di «illeciti commessi».
Alessandra Lotti