L'ASSOLUZIONE

Montesilvano, ex sindaci Gallerati e Cantagallo assolti per vicenda mobbing

Coinvolto anche l’ex vice sindaco Vincenzo Brocco. Il Comun però ha già pagato

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Renzo Gallerati

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MONTESILVANO. La Procura della Corte dei Conti de L’Aquila ha assolto i due ex sindaci di Montesilvano Enzo Gallerati ed Enzo Cantagallo e l’ex vice sindaco Vincenzo Brocco dalla responsabilità per mobbing verso un dipendente del Comune.

I fatti risalgono all’epoca dell’ex amministrazione Gallerati e Cantagallo. Vincenzo De Bonis, dipendente comunale ora in pensione fu trasferito nel 2002 dall'ufficio Urbanistica all’ Abusivismo edilizio. Il dipendente denunciò di essere stato demansionato, ed avviò una causa di mobbing chiedendo un risarcimento di 270 mila euro.
Il tribunale del Lavoro di Pescara nel frattempo condannò il Comune di Montesilvano a pagare il dipendente 10 mila euro più spese legali per un totale di 16.000 euro circa. Il 16 luglio scorso, il sindaco Cordoma ha così autorizzato il pagamento come debito fuori bilancio.
Per la Procura della Corte dei Conti però a pagare devono essere Gallerati, Cantagallo e Brocco i tre amministratori che all’epoca dei fatti hanno ricoperto cariche pubbliche in quanto, secondo la Corte, non si sarebbero adoperati, nelle proprie funzioni, a una corretta gestione del personale.
Gli ex amministratori si sono difesi dicendo che la colpa del trasferimento del dipendente non è imputabile a loro perché i politici non hanno competenza sul personale (compito che spetta ai dirigenti).

Oggi l’assoluzione. Con sentenza 326 del 2012 la Corte dei Conti ha liberato i tre dai reati contestati.
I magistrati Martino Colella, Federico Pepe, Elena Tomassini, si legge nel dispositivo di sentenza hanno assolto i convenuti e liquidato gli onorari spettanti al difensore di Renzo Gallerati e Vincenzo Brocco, in 1000 euro.
E’ soddisfatto l’avvocato Ugo Di Silvestre del Foro di Pescara e legale di fiducia di Gallerati che però non si sbilancia sulle motivazioni della sentenza che saranno trasmesse nei giorni prossimi.
«Posso ipotizzare», ha detto il legale, «che l’assoluzione sia motivata dal fatto che tutti gli atti relativi al trasferimento e che i due sindaci hanno firmato non avessero a che fare con il rapporto dirigente lavoratore che resta di responsabilità del dirigente».
Assolti gl iimputati di oggi, resta la cifra sborsdata dal Comun di Montesilvano e non più  rimborsabile.
m.b.