DIMISSIONI

Fontana si dimette: questa volta Chiodi accetta le dimissioni

Resterà in carica fino al 1° settembre

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Fontana si dimette: questa volta Chiodi accetta le dimissioni
L’AQUILA. Le sue dimissioni sono datate 2 luglio ed accettate dal commissario Chiodi il 5.

Questa volta il commissario Giani Chiodi, futuro dimissionario, non ha potuto non accettare le dimissioni dell’architetto Gaetano Fontana a capo della Struttura tecnica di missione. Fontana si dimette dopo l’accelerare dell’inchiesta che riguarda la ricostruzione e presunti affidamenti diretti all’università di Camerino che attraverso tecnici amici, dice la Procura aquilana, facevano fluire denaro pubblico per la ricostruzione nelle casse di Ecosfera spa, il colosso della consulenza di cui era socio proprietario Enrico De Nigris, vice di Fontana nella Stm
Una serie di perquisizioni sono state effettuate dalla Squadra mobile di Pescara che indaga da mesi nell’ambito dell’inchiesta Caligola che poi si è diramata in un altro troncone che punta dritto sui piani di ricostruzione di alcuni comuni del cratere.
In seguito alle prime perquisizioni Fontana aveva già inviato le proprie dimissioni che furono all’epoca respinte da Chiodi. Non così lo scorso 5 luglio.
Fontana ieri ha rotto il silenzio e si è detto tranquillo e sicuro di non aver commesso illeciti e che è disposto a collaborare con la giustizia avendo già chiesto incontri con il magistrato. Fontana è ancora al lavoro per sbrigare le ultime pratiche e l’ordinario prima di ritirarsi.
«Le perquisizioni dell’11 luglio», ha scritto in un comunicato ufficiale, «sono state eseguite con la massima collaborazione degli uffici della struttura e mia personale, con la messa a disposizione del materiale documentale ritenuto necessario alle indagini, anche tramite consegna successiva da parte mia di documentazione integrativa»

E sui piani di ricostruzione dice: «nessun incarico in materia di piani di ricostruzione e di progetti di riparazioni degli edifici danneggiati dal sisma è stato dato dalla Struttura tecnica di missione prima e dall’Ufficio di coordinamento della ricostruzione dopo, in quanto non rientranti nelle rispettive competenze. Ogni attività istruttoria posta in essere dalla struttura commissariale è sempre stata improntata al massimo rigore, sia per quel che riguarda l’accertamento dei presupposti di legge, sia per quanto riguarda l’indice di esame delle pratiche, effettuate sulla base di procedure standard, predeterminate e rese pubbliche ed in ordine cronologico di presentazione degli elaborati da parte dei Comuni. A tal proposito i Piani giunti all’intesa sono 10 mentre per altri 4/5 l’istruttoria risulta sostanzialmente conclusa. Ho dato comunque disposizioni perché le procedure di analisi dei Piani in oggetto di indagini siano attentamente verificate».
Si tratta precisamente delle istruttorie dei piani relativi ai Comuni di Barete e Barisciano concluse con esito positivo; l’istruttoria del piano relativo alla frazione di Tempera, non resa pubblica, in attesa che la proposta del Piano fosse dal Comune de L’Aquila formalmente trasmessa al commissario; l’istruttoria del piano relativo al Comune di Ocre pervenuto il 3 luglio 2012 non ancora avviata.
«Le mie dimissioni», conferma ancora, «sono datate 2 luglio, accettate dal commissario in data 5 luglio. Sono rimasto in servizio per l’espletamento dell’attività ordinaria in osservanza dell’obbligo di legge di un termine di preavviso di due mesi che scade il 1° settembre. Consegnerò al commissario, entro la settimana, la relazione conclusiva dell’attivitò al 30 giugno 2012. Subito dopo inizierò ad usufruire del periodo di congedo ordinario irrinunciabile per legge, restando naturalmente reperibile e a completa disposizione del magistrato e del commissario delegato».