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Calcioscommesse, da Pescara le accuse choc a Lotito: «sapeva delle combine»

Massimo Erodiani contro il patron della Lazio

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Claudio Lotito

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PESCARA. Il presidente della Lazio Claudio Lotito avrebbe saputo della combine di Siena-Lazio della stagione 2006/2007 e di quella di Coppa Italia tra i biancocelesti e l'AlbinoLeffe del 25 novembre 2010.

La notizia trapela dall'interrogatorio di ieri di Massimo Erodiani, indicato dagli inquirenti come uno dei cervelli nella manipolazione di partite, colui che teneva i contatti con i componenti dell'organizzazione degli Zingari e con i gruppi che finanziavano la corruzione.
Erodiani 38 anni di Guardiagrele e residente a Pescara, era proprietario di una tabaccheria a San Giovanni Teatino e gestore per interposta persona di due sale scommesse, una a Pescara e l'altra ad Ancona.
Erodiani, secondo le indagini sarebbe stato uno dei promotori della associazione a delinquere, una figura centrale e apicale che gestiva e organizzava tutto il sistema. Con lui, l’estate scorsa, sono finiti sotto inchiesta altri 4 abruzzesi  accusati, a vario titolo, di aver fatto parte del giro di scommesse illecite.
La partita Siena-Lazio, vinta dai toscani per 2-1, era già finita sotto la lente delle Procure di Cremona e Napoli per una denuncia di estorsione fatta da Paolo Negro e il successivo lavoro di indagine dello Sco che in un'intercettazione tra due pregiudicati carpì la frase: «Guarda che Negro c'entra eccome, a questo togliamo un sacco di soldi».
I due pregiudicati sarebbero venuti a conoscenza della presunta combine del match vinto dai toscani proprio grazie a una rete del difensore ex Lazio negli ultimi minuti di gioco che salvò il Siena e condannò il Chievo alla retrocessione. Secondo le indagini, Negro fece un cenno ad alcuni suoi ex compagni della Lazio per far notare, sul tabellone, il gol del vantaggio del Catania sui veronesi: risultato che con la concomitante vittoria del Siena avrebbe garantito al club di restare in Serie A.

Erodiani avrebbe dichiarato 'de relato' che il patron della Lazio, venuto a conoscenza della cosa, avrebbe voluto cacciare i due giocatori laziali 'traditori'. Mentre, sempre secondo Erodiani, Lotito sarebbe stato a conoscenza della combine del match di Coppa Italia Lazio-Albinoleffe del 25 novembre 2010, vinto dai biancocelesti. Una partita di cui aveva già parlato il pentito Carlo Gervasoni ai pm di Cremona il 12 marzo scorso. «Gegic mi riferì che Lazio-Albinoleffe di Coppa Italia, terminata 3-0, credo del 25 novembre 2010 - si legge nel verbale - era stata combinata dai giocatori dell'Albinoleffe con over e sconfitta. Non mi disse chi è che aveva organizzato la combine».
Ma Erodiani non è stato l'unico a fare dichiarazioni importanti ai federali. Per una sera, Matteo Gianello anziché in porta ha giocato all'attacco confermando la tentata combine di Sampdoria-Napoli, disputata il 16 maggio 2010 e vinta dai doriani per 1-0. L'ex terzo portiere del Napoli ha ribadito quanto detto ai pm partenopei il 15 giugno dello scorso anno: tentò di pilotare il risultato del match, provando a coinvolgere nell'illecito anche gli ex compagni Paolo Cannavaro e Gianluca Grava che ora rischiano il deferimento per omessa denuncia, mentre il Napoli quello per responsabilità oggettiva.

«E' stata un'audizione normale, Gianello ha confermato quanto detto alla Procura della Repubblica di Napoli, senza aggiungere nulla di nuovo», ha spiegato al termine del confronto, l'avvocato Eduardo Chiacchio. Nessuno stravolgimento di ruolo, invece, per il difensore juventino Leonardo Bonucci che davanti al pool del Procuratore Stefano Palazzi ha giocato in difesa, appunto. «Non ho niente da dire», ha sibilato al termine di un interrogatorio durato due ore. Di fronte le dichiarazioni dell'ex compagno Andrea Masiello che tirano in ballo il calciatore viterbese per la presunta combine del match Udinese-Bari (3-3, il risultato) disputato il 9 maggio 2010, quando il difensore vestiva la maglia dei biancorossi pugliesi. Bonucci però si è sempre dichiarato innocente. A smentire Masiello, c'ha pensato ieri anche l'ex leccese Giuseppe Vives che ha negato di essere stato il referente giallorosso nella combine del derby Bari-Lecce (0-2, il risultato) del 15 maggio 2011. Il giocatore del Torino ha negato, in particolare, l'episodio della pacca sulla spalla da parte di Masiello prima del fischio di inizio, segnale per dire che la combine si poteva fare. A tal proposito è slittata a giovedì l'audizione dell'ex presidente leccese Pierandrea Semeraro accusato di aver comprato il risultato favorevole di quel derby per 230mila euro.