LA RICHIESTA

Francavilla, vecchi alberghi in case private: la Giunta abbassa valore immobili

Di Renzo: «meno convenienza pubblica a favore di quella privata»

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Francavilla, vecchi alberghi in case private: la Giunta abbassa valore immobili
FRANCAVILLA AL MARE. Il valore dei vecchi alberghi da trasformare in case private va rivisto. Perché il mercato immobiliare è cambiato. E non si può non tener conto della crisi.

E’ in sostanza il ragionamento alla base della delibera di Giunta numero 240 del 05.07.2012 di Francavilla: “criteri modalità per determinare il plusvalore da applicare alla trasformazione delle case ed appartamenti per vacanze in residenze”. L’amministrazione Luciani ha così deciso di rivedere il valore di queste particolari strutture, da tempo oggetto di polemiche riallineandole all’attuale situazione del mercato immobiliare.
Nel documento si legge che l’obiettivo è contemperare la convenienza pubblica con quella privata. Poi vengono indicati tutta una serie di calcoli per ottenere il valore della cosiddetta convenienza privata:  plusvalore (incremento valore immobiliare) meno la convenienza pubblica con abbattimento del 35% di oneri fiscali e quella pubblica pari al 39,3939 % del plusvalore. Ne va da sé che diminuendo il valore immobiliare calerà anche la convenienza pubblica.
Una scelta contestata dal consigliere Stefano Di Renzo che parla «di vantaggi privati a scapito di quelli pubblici».
Dice Di Renzo: «scandalosa la delibera di giunta numero 240. La scusa è quella di un riallineamento dei valori già proposti all’attuale situazione del mercato immobiliare ma la delibera di trasformazione degli alberghi in appartamenti è illegittima come inappropriato è il sistema di valutazione del plus valore in quanto non certificato da nessun ente abilitato. Ci sono vincoli nelle zone interessate che comportano delle destinazioni d’uso turistico- ricettive, sono  parti del territorio strategiche ed importanti che non si possono modificare con una semplice norma tecnica. Il Prg aveva individuato in dette zone una risorsa specifica per il territorio e la città, risorsa che si chiama turismo, ora con il cambio di destinazione d’uso l’interesse pubblico a vedere impiegate dette zone in alberghi o case vacanze sarà annullato con un chiaro vantaggio per i costruttori ed un danno alla città prima in termini di immagine e di turismo ed ora anche in termini economici».
Infine l’impegno a contrastare la delibera che, se dovesse proseguire ed approdare in consiglio, «sarà oggetto di un  ricorso alla magistratura».