OPERE PUBBLICHE

L’Aquila teatro bis in arrivo. I cittadini ignari: «noi, mai informati »

Protocollo approvato senza consultare gli Aquilani

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L’Aquila teatro bis in arrivo. I cittadini ignari: «noi, mai informati »
L’AQUILA. E’ stata presentata come un’occasione da cogliere al volo, un centro polifunzionale a vocazione teatrale nel vivo della città.

Eppure loro, i cittadini, destinatari formali del nuovo teatro aquilano non ne sapevano nulla. Non una comunicazione, non una discussione pubblica ha accompagnato, preceduto o seguito quella delibera di Giunta che ne approva il protocollo d’intesa.
Dov’è finita la partecipazione? Perché a nessuno è venuto in mente di far intervenire i cittadini che solo a protocollo siglato hanno saputo dell’iniziativa? Cominciano a chiedersi in tanti.
Tutto quello che si sa del progetto lo si apprende dalla delibera di Giunta del 26 giugno 2012. Il suo nome “di battesimo” è Salotto urbano. Per gli amici s chiama Casa aperta, centro, teatro. Sorgerà proprio nel parco del Castello cinquecentesco dove insiste l’auditorium Renzo Piano. Cosa che ha fatto andare su tutte le furie alcuni politici che già parlano di strutture (l’auditorium ed il salotto) sovrapposte.
A volerlo sono stati l’Accademia Tedesca di villa Massimo a Roma e la Fondazione Carispaq in convenzione con la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici d’Abruzzo e del Comune de L’Aquila. I costi, non specificati, saranno a totale carico della fondazione Carispaq anche se lascia pensare quella dicitura contenuta nella delibera: «l’opera non comporta impegni finanziari per l’Ente Comune esclusi alcuni impegni immateriali».

E i malumori sono già dietro l’angolo. L’Assemblea cittadina L’Aquila con Anna Pacifica Colasacco ha bollato il progetto come «una costosa struttura temporanea non necessaria» ed ha invitato il Comune a pensare alla vera ricostruzione de L’Aquila. Quando l’amministrazione smetterà di mettere pezze alla ricostruzione della città, procedendo senza criteri e percorsi logici e condivisi, e inizierà, invece, a definirne un disegno generale per la città ed il suo territorio? Chiede il gruppo.
E ancora, non è sceso giù il fatto che nell’operazione non si sia ritenuto necessario informare e coinvolgere il consiglio comunale né che si sia rispettato quel “Regolamento degli Istituti della Partecipazione”, previsto dal Comune, che prevede la discussione e partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche.
Come dire: partecipazione sì ma sempre e solo sulla carta.