LA SENTENZA

Multe con autovelox: assolti sindaco e assessori di Canzano

«Il fatto non sussiste»

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Multe con autovelox: assolti sindaco e assessori di Canzano
TERAMO. Il processo si è chiuso con l'assoluzione di tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste».

Gli imputati erano il sindaco di Canzano, Francesco Di Marco, degli assessori Katia Pompetti e Luciano Cioci e dell'ex comandante dei vigili urbani Roberto Piersanti.
La vicenda è quella che per anni ha costituito polemica accesa, fino a provocare la nascita di un Comitato di cittadini, che ruota attorno alle 12mila multe per eccesso di velocità rilevate con l'autovelox nel periodo tra il gennaio 2008 e il febbraio 2009. I tre amministratori e l'ex comandante erano stati rinviati a giudizio nell'ipotesi di reato di aver favorito un ingiusto profitto alla società Sercom - che aveva ricevuto l'incarico di installare i rilevatori di velocità e di gestire le multe - passando da 8mila euro di contratto a 40mila all'anno. Di Marco, Pompetti e Cioci (difesi dagli avvocati Giandonato Morra e Gianni Falconi) erano accusati di abuso d'ufficio, Piersanti (difeso dall'avvocato Mirco Di Bonaventura) di falsità materiale e ideologica.
Nel febbraio 2009 il prefetto di Teramo ordinò lo spegnimento dell'impianto di rilevazione elettronica della velocità a seguito della valanga di ricorsi al giudice di pace e la protesta mediatica organizzata dai multati, riuniti in un Comitato.
Secondo quanto accertato dall'inchiesta della Polstrada, le violazioni accertate erano veritiere ma siccome l'impianto era sistemato nel tratto comunale abitato del comune di Canzano, l'autovelox avrebbe dovuto funzionare con l'assistenza di personale delle guardie municipali.
Nel settembre 2009 l'amministrazione comunale fece ricorso al Tar, che negò la sospensiva e fino ad oggi non si è pronunciato nel merito. Dei 600 componenti il comitato, soltanto sei sono stati ammessi al processo in qualità di parti civili.