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Antenne San Silvestro. Il comitato chiede sequestro degli impianti

“No elettrosmog”: «i responsabili siano consegnati alla giustizia»

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Antenne San Silvestro. Il comitato chiede sequestro degli impianti
PESCARA. «Le antenne di San Silvestro vanno messe sotto sequestro preventivo». E’ la richiesta del comitato “No elettrosmog” arrivata questa mattina sulla scrivania del pm di Pescara, Giuseppe Bellelli.

Una manciata di pagine a firma degli avvocati incaricati dall’associazione (Paolo Borrelli e Silvia Tortorella del Foro di Pescara) per spiegare la richiesta. Secondo il comitato le emittenti televisive in località San Silvestro «sono fuori legge, la loro permanenza rischia di procurare ulteriori reati, di aggravare i danni della salute dei cittadini residenti che da decenni accusano la presenza di gravi disturbi legati all’esposizione al campo elettromagnetico». Alla Procura viene anche chiesto di acquisire le autorizzazioni e le abilitazioni di tutte le emittenti che operano lì.
«Le antenne di San Silvestro non hanno l’autorizzazione ad operare, il sito non è presente tra quelli indicati nel piano nazionale di attribuzione delle frequenze dell’Agcom, non rispettano le normative sanitarie in materia di emissioni delle onde elettromagnetiche».
Questi i motivi sufficienti per l’associazione per dire stop ad una presenza diventata ingombrante.
L’area di San Silvestro conta una corposa popolazione. La Rai ha fatto da apri fila a tutte le “colleghe” diventate due, tre, quattro, troppe.
La richiesta ufficiale è ora al vaglio del pm Bellelli che dovrà decidere se avanzare pari richiesta al gip: sarà comunque quest’ultimo a decidere se ricorrono le condizioni per il sequestro. Non sarebbe nemmeno la prima volta visto che è pure già successo  più di quattro anni fa (il processo sta appena iniziando) e sempre per le stesse ragioni: l’inquinamento elettromagnetico.
Sulla vicenda però da sempre si notano strani comportamenti delle istituzioni e della politica che in oltre venti anni ha portato una serie di personaggi a fare promesse mai mantenute. E’ facile a questo punto parlare di poteri forti semmai occulti da parte dei residenti che si sarebbero mossi per fermare Regione, Comune e persino la procura.

L’attenzione a quella cappa di onde elettromagnetiche pescaresi è cominciata a fine anni 80 quando è iniziata una sequela di leggi: legge Abruzzo 20-1991, poi trasformatasi in legge 45/2004, poi diventata 56/2000. E' cominciato l’elenco delle presunte violazioni.
In base alla legge 20 del 1991 la giunta regionale deve autorizzare l’ installazione degli impianti nuovi e di quelli già esistenti. La Regione non ha mai rilasciato autorizzazioni, né a Rai né ad altri, secondo il comitato. Prima violazione.
Poi la legge 249 del 1997 che ha dato all’Agcom il potere di redigere piano assegnazione frequenze e di dire: questo sito va bene per metterci le antenne, questo non va bene. San Silvestro non figura nel piano ma le emittenti hanno continuato ad emettere da lì. Seconda violazione.
Poi, è arrivata la legge risana siti (numero 36 del 22 febbraio 2001 ) sulla protezione all’esposizione ai campi elettromagnetici. E poi ancora il dlgs 259 del 2003: «chiunque realizza trasmissioni in violazione dei limiti territoriali o temporali è punito con reclusione da 6 mesi a due anni». Prescrizioni non osservate dalle emittenti, sempre secondo il comitato.

LA DELOCALIZZAIONE PREVISTA E MAI REALIZZATA
Arriviamo ai tempi più recenti: le ordinanze numero 1 e 2 del presidente della Regione Abruzzo del 2008 hanno stabilito la delocalizzazione del sito per il continuo superamento dei valori soglia e quindi per la tutela dell'ambiente e del diritto alla salute dei cittadini residenti da quelle parti. Le emissioni, dunque, devono avvenire solo in siti autorizzati. La Regione Abruzzo ne indica 32, alternativi a San Silvestro, uno di questi è la piattaforma a mare Francavilla. Le manifestazioni hanno raggiunto l’acme a colpi di scioperi della fame, di proteste, di ricorsi. Rai e Rai Way hanno presentato ricorso al Tar del Lazio per il reinserimento del sito San Silvestro tra quelli dove trasmettere in digitale impugnando la delibera dell'Autorità garante per le telecomunicazioni che invece esclude San Silvestro tra i siti del Pnaf (piano nazionale di assegnazione delle frequenze) e chiedendone la sospensione cautelare. Poi hanno mollato la presa. Nel frattempo è partita la sperimentazione Mascia per verificare la delocalizzazione altrove della antenne, magari sulla piattaforma a mare. Sono molti i contrari a questa opzione. Troppo onerosa ed inefficace, dicono alcuni. Tutto è sospeso. Tutto fermo. Ma i comitati non attendono. Pensano pure ci sia un piano oscuro sopra le loro teste. Un disegno che non impedirà per sempre la delocalizzazione.
«Vengano consegnati alla giustizia i responsabili», dice “No elettrosmog”, «nessuno escluso, pure quelle emittenti che non hanno superato i limiti di emissione ma stanno lì illegalmente. Rai e Raiway consapevoli da oltre dieci anni dell’impossibilità di proseguire le trasmissioni nel sito di S. Silvestro hanno imprudentemente ed irresponsabilmente agito in senso contrario».
E’ la resa dei conti.

Marirosa Barbieri