PORTO DELLE SABBIE

Piano portuale Pescara, arrivate 20 osservazioni. «Agosto di lavoro per analizzarle tutte»

Nei giorni scorsi presentato il progetto alternativo degli ambientalisti

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(Foto: FotoWireless)

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PESCARA. Sono circa una ventina le osservazioni complessivamente giunte sul nuovo Piano Regolatore Portuale.

Sette sono state indirizzate direttamente al Comune, le altre sono state inviate alla Regione Abruzzo e alla Direzione Marittima.
«A questo punto», ha spiegato l’assessore alla Difesa della Costa Vincenzo Serraiocco, «apriremo subito la fase dell’esame delle istanze depositate, per la maggior parte, da armatori e Associazioni ambientaliste, ma non ci limiteremo alla loro lettura».
L’intenzione è quella di convocare un Tavolo che dovrà vedere la presenza di tutte le parti coinvolte per verificare la fondatezza delle osservazioni sollevate e favorire il confronto con quello staff di tecnici che, attraverso studi e prove in vasca, ha materialmente realizzato il Piano.
Lo scorso ottobre la Regione Abruzzo ha predisposto la versione definitiva del Rapporto preliminare ambientale, propedeutico alla Valutazione ambientale strategica e lo scorso inverno la Regione ha concluso anche la fase delle consultazioni con tutti i soggetti portatori di interesse, fase durante la quale era possibile presentare osservazioni, alcune delle quali sono arrivate direttamente dagli armatori.
Proprio loro hanno espresso perplessità sull’ampliamento del porto stesso e sulla prospettata deviazione verso nord-est dell’imboccatura, intervento che addirittura, secondo gli stessi portuali, potrebbe aggravare o comunque ripetere i problemi che ci sono oggi di insabbiamento della struttura.

«NESSUN PROBLEMA»
«In realtà – sostiene l’assessore Serraiocco - secondo i dati di cui oggi disponiamo, tale prospettiva sembrerebbe smentita: leggendo la relazione, infatti, emerge che l’allungamento della foce, la forma sinuosa e lo sbocco verso nord sono stati progettati proprio per evitarne l’insabbiamento, permettendo al fiume di depositare il limo a una profondità maggiore di quella attuale senza creare una sbarra alla foce».
La forma sinuosa, dicono i progettisti, serve a dissipare il moto ondoso, che entra all’interno proprio per effetto delle dighe curve, e a non ostacolare il deflusso fluviale e la presenza, prevista, di tre darsene separate serve a ottimizzare le attività del porto e a migliorare le condizioni di sicurezza. Infine la separazione dalla foce, ossia dal porto canale, è stata identificata come la «soluzione migliore» per evitarne l’insabbiamento.
Nel frattempo è scattata la seconda fase, ossia sul Bura numero 24 del 2 maggio scorso è stato pubblicato l’avviso di deposito della Proposta di Piano Regolatore Portuale – Porto Canale di Pescara e la Proposta di Rapporto Ambientale e relativa Sintesi Non Tecnica – Vas. Tutta la documentazione è stata depositata per la libera consultazione presso il Servizio di Pianificazione Territoriale e Ambientale della Provincia di Pescara, in via Passolanciano. Il deposito ha avuto la durata di 60 giorni consecutivi per consentire la presentazione delle osservazioni sino allo scorso 2 luglio: sono circa venti in tutto le osservazioni pervenute, molte delle quali recano la firma di armatori e associazioni ambientaliste.
«Lavoreremo per l’intero mese di agosto, senza sosta né ferie, per esaminare le osservazioni al Tavolo allargato, portando avanti un lavoro che dovrà essere concreto e veloce», assicura l’assessore.
Nei giorni scorsi, intanto, è stato presentato un progetto alternativo, più sobrio ed economico per risolvere gli atavici problemi dello scalo. Ma alla politica non piace.