I DOC INTEGRALI

Filovia. Pressing Ue sulla Regione. Il dirigente rassicurò: «progetto sottoposto alla Via»

In documenti tenuti segreti gli intrecci logico-semantici del dirigente Antonio Sorgi

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Il dirigente Antonio Sorgi

Il dirigente Antonio Sorgi

ABRUZZO. Mentre da anni nella piccola regione dell’Italia chiamata Abruzzo ci si accapiglia perché il progetto della filovia è stato imposto, tenuto segreto e mai passato per la commissione di impatto ambientale, da Bruxelles invece vedono tutta un’altra storia.

Una storia descritta nelle carte che pubblichiamo integralmente e che riguardano comunicazioni tra la Regione ed il Governo italiano che scrive per conto della Ue.
E già perché da quasi un anno la Commissione Europea ha attivato l’iter che potrebbe giungere ad una formale procedura di infrazione nella quale l’Europa potrebbe sanzionare lo stato italiano per violazioni a leggi comunitarie. Dove sarebbero avvenute queste presunte violazioni? A Pescara sul caso filovia.
Così sono mesi che la Ue chiede spiegazioni all’Italia e l’Italia (ministeri e Presidenza del Consiglio) chiede alla Regione informazioni. Proprio da questo scambio di notizie emergono le rivelazioni del dirigente agli affari della presidenza e delle politiche comunitarie, Antoni o Sorgi.


IL CARTEGGIO SEGRETO
Il 20 ottobre 2011 la Presidenza del Consiglio dei ministri scrive tra gli altri alla Regione chiedendo informazioni circa la procedura di appalto per la filovia poiché l’Europa, in seguito ad un esposto del Wwf, vuole vederci chiaro. Si vuole sapere tutto in merito a presunte «non conformità alle previsioni della direttiva Via».
Il 1° dicembre 2011 il dirigente Sorgi risponde con una lettera di tre pagine. Le domande sono chiare le risposte un po’ meno.
La Ue chiede: è stata rispettata la norma che prevede l’assoggettabilità del progetto alla valutazione di impatto ambientale?
Dopo una pagina di cronistoria, all’inizio della seconda Sorgi scrive: «l’intervento de quo è stato così sottoposto a screening nella seduta del Comitato di Coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale del 15 luglio 2008».
Poi poco più sotto ribadisce: «il sistema proposto nel progetto sottoposto a valutazione del comitato Via non ha precedenti sperimentazioni in Italia».
Pare non vi siano dubbi di sorta nella interpretazione: il progetto è stato valutato dalla commissione Via. Affermazione molto strana visto che a tutti –almeno qui nelle remota provincia abruzzese- risultava il contrario. Persino alla procura della Repubblica di Pescara che dopo una lunga relazione tecnica ha scritto nero su bianco non solo che la procedura non era stata esperita ma che era obbligatoria farla. Risulta per assurdo anche alla Regione e allo stesso Sorgi, che infatti ha calendarizzato il progetto della filovia in commissione lo scorso 3 luglio calpestando di fatto una decisione già presa, cioè quella di non assoggettabilità del progetto alla Via. Perché allora Sorgi il 1° dicembre 2011 scrive che «l’intervento è stato sottoposto a screening» e il 3 luglio 2012 convoca la discussione sullo stesso progetto filovia?
Il capolavoro semantico-logico-linguistico in realtà è in parte plagiato dalla Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici che pure era intervenuta sul caso filovia affermando che il progetto era stato sottoposto a Via in una delle comunicazioni del 9 febbraio 2011 inviata agli enti interessati. Alla Regione non risultano rettifiche di sorta o correzioni a tale affermazione.
In sostanza l’Autorità di vigilanza e Sorgi quando parlano di “procedura effettuata” si riferiscono al parere emesso dalla Regione nel quale si dice che proprio quella procedura (valutazione di impatto ambientale) non andava fatta. Con questo parere negativo dunque si sarebbe esaurita la procedura di screening del progetto.
E’ come se un paziente chiedesse al proprio medico se può o meno fare le analisi del sangue per sapere che è in buona salute. Ed il medico risponde che no, non ce ne bisogno. Per il dirigente Sorgi quel no del medico equivale ad aver fatto le analisi.


GUIDA SENZA CONDUCENTE, ANZI NO
La tecnica del detto è contraddetto la si ritrova anche quando Sorgi deve spiegare la grande innovazione tecnica del maxibus che «può essere gestito da un computer, che memorizza una pista ed una modalità di esercizio fino a raggiungere una completa automazione (guida “driveless” che significa senza guidatore)» e subito dopo si precisa che il sistema può essere solo un ausilio e che l’autista è obbligato a tenere sempre le mani sul volante. Insomma una innovazione che pare non possa essere goduta a pieno. Anche perché tutto risulta possibile proprio grazie ai magneti.
Che le cose non siano proprio così chiare e limpide deve averlo pensato anche il capo dipartimento della Presidenza del Consiglio che nuovamente scrive alla Regione chiedendo dettagli ulteriori sul progetto (i famosi magneti per la guida senza pilota, i pali per l’elettrificazione e persino la cronologia del dibattito pubblico).
Insomma anche dopo la lettera di Sorgi lo Stato Italiano, spinto dall’Europa, vuole sapere che cosa si intende fare con i magneti e vuole sapere tutto sul dibattito pubblico effettuato, cioè cosa si è detto alla gente e che cosa si è fatto per ascoltarla.
Anche in questo caso la risposta di Sorgi è piena di parole che non sembrano però centrare sempre l’argomento; così si parla dei magneti e delle loro caratteristiche tecniche ma non dei pali per l’elettrificazione. Proprio quei pali tanto contestati e costati una cifra spropositata.
Sul dibattito pubblico poi la Regione avrebbe inviato un corposo faldone con decine di articoli di stampa (chissà se sono stati inviati anche tutti quelli di PrimaDanoi.it…) sostenendo in sintesi che siccome nel 2006 c’è stata una sontuosa e costosa conferenza stampa gran parte delle incombenze in capo agli enti pubblici sono state rispettate. Ed infatti Sorgi nella sua lettera, a dimostrazione di questo, cita anche il fatto che una persona ha richiesto l’acceso agli atti. Ma come è distante l’Abruzzo dall’approccio culturale e democratico dei paesi anglosassoni dove politici e amministratori si sentono in dovere di ascoltare e valutare proposte e critiche dei cittadini che votano.
E quali sono gli impatti migliorativi della filovia?
Anche in questo caso Sorgi sembra andare a braccio e ripetere un ritornello antico e generico: diminuzione dell’inquinamento e del traffico… «lo diceva pure Glauco Torlontano», così si legge, «esimio studioso che ha da subito approvato e benedetto il progetto».

Alessandro Biancardi

FILOVIA PESCARA: CARTEGGIO REGIONE-PRESIDENZA DEL CONSIGLIO