CAMPANILI CULTURALI

«Pescara sarà provincia di Chieti», e scoppia l’ennesima lite di campanile

Le affermazioni del presidente Di Giuseppantonio accendono lo scontro

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

9146

«Pescara sarà provincia di Chieti», e scoppia l’ennesima lite di campanile
ABRUZZO. Pescara diventerà provincia di Chieti. La proposta è stata avanzata dal presidente dell'Ente chietino, Enrico Di Giuseppantonio, nonché presidente regionale Unione Italiana Province.

E si è riaperta, più forte che mai, la lotta a distanza tra i due capoluoghi.
Il Governo Monti vuole sopprimere la metà delle Province italiane, tra queste anche Pescara e Teramo che verrebbero inglobate in quelle di Chieti e L’Aquila. Dovendo seguire questa linea, dice il presidente Di Giuseppantonio, «è nell’ordine delle cose che il capoluogo debba essere quello della Provincia che non viene soppressa». In questo caso Chieti. Non toccherà però a Di Giuseppantonio prendere una decisione ma sarà il Consiglio delle Autonomie Locali della Regione Abruzzo che delibererà riduzioni e accorpamenti.
Ma intanto l’affermazione ha scatenato un putiferio. Il sindaco Luigi Albore Mascia ieri dopo aver letto la frase ‘incriminata’ ha spedito al presidente della provincia di Chieti un libro sulla storia di Pescara, così, giusto per mettere «le cose in chiaro».
«Sono certo che», ha detto il primo cittadino, «dopo la lettura del volume, lo stesso Di Giuseppantonio rivedrà le proprie certezze circa la città che, a fronte dell’unificazione delle Province di Chieti e Pescara, erediterà il ruolo di capoluogo di provincia».
Insomma la guerra di chi è il più forte è ricominciata.
Mascia rincara la dose e lascia intendere che Chieti non può competere con la ‘sua’ città: «qui oggi hanno sede le istituzioni regionali. Pescara è una città accessibile e raggiungibile sempre, trecentosessantacinque giorni l’anno. Non a caso viene scelta per ospitare i maggiori eventi istituzionali, sportivi, ludico-ricreativi, grazie anche alla disponibilità di spazi, dallo Stadio con i suoi oltre 20mila posti a sedere, alla spiaggia, per eventi estivi, fino alle strutture al coperto che stiamo potenziando. Non a caso eventi come l’Iron Man si svolgono a Pescara, non a caso la Nazionale Azzurra sceglie Pescara per i suoi happening. Senza parlare del Tribunale di Pescara, una struttura che subito dopo il terremoto ha saputo supportare in modo eccellente L’Aquila. Chieti è sede ufficiale dell’Università ‘D’Annunzio’ – ha ancora ricordato il sindaco Albore Mascia -, ma è innegabile che la stessa popolazione studentesca universitaria scelga Pescara come luogo di residenza durante i propri studi, pur non disponendo, Pescara, di residenze specifiche».
E mentre Di Giuseppantonio dice che «qualsiasi sindaco o presidente di Provincia», al suo posto «avrebbe detto le stesse cose» la polemica monta ancor di più.

«Non è mai esistita e mai esisterà una subalternità di Pescara a Chieti», mette in chiaro il presidente della Provincia Guerino Testa. «Sono due territori diversi, con due storie diverse e uno sviluppo a velocità differenti tanto che oggi Pescara è definita da tutti il capoluogo economico della regione Abruzzo, senza voler scippare il titolo a nessuno. E per il futuro è auspicabile mantenere questa centralità.
«La storia ha dimostrato che come territorio abbiamo corso più di altri per conquistarci un posto in primo piano, a cui non vogliamo rinunciare. Torno a chiedere a tutti – conclude Testa - una discussione ragionata, evitando boutade estive che alimentano solo le polemiche».
«Al presidente dell’Upi Abruzzo dovrebbe competere il ruolo di difendere tutte le Province della nostra regione e d’Italia e non solo quella nella quale è stato eletto presidente», protesta il capogruppo Pd alla Provincia di Pescara, Antonio Di Marco.- Secondo l’esponente del Partito Democratico Di Giuseppantonio avrebbe abusato del ruolo che, in realtà, dovrebbe svolgere per tutte le province abruzzesi».


LA POLEMICA SU FACEBOOK E LA RIVALITA’ ANTICA
Intanto, come ormai consuetudine, la polemica ha fatto registrare anche il solito balletto di indignazione su Facebook.
Sulla bacheca di Di Giuseppantonio gli utenti hanno scritto un po’ di tutto: «ma siamo pazzi????? Pescara non si dovrà mai confondere con Chieti», «Pescara se ne andasse con Teramo !!! Che ha a che spartire con Chieti?»
«Per l'amore di Dio fermate quel Santuccione!!! Non capisco come possano parlare di scippi, dì vendette e di campanilismo quando il taglio delle province arriva da Monti e non è una cosa interna nostra!»
E lo scontro di oggi si inserisce nell'ambito di una 'inimicizia' che, a colpi di campanilismo, tra liti calcistiche e scontri politici anche di cattivo gusto, va avanti da tempo.
Uno degli ultimi episodi, in tal senso, risale al marzo di quest'anno: il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, nel corso di una trasmissione televisiva ha definito Zdenek Zeman - l'allenatore che, dopo 20 anni, ha riportato il Pescara Calcio in serie A - un «mezzo rom». Il primo cittadino, dopo un acceso dibattito, si è scusato ed ha tentato di chiudere la vicenda parlando di una «battutaccia riferita al fatto che allena il Pescara e ai cori di sfottò con noi di Chieti».
I tifosi pescaresi, spesso apostrofati come "zingari" da quelli chietini, però, non hanno dimenticato l'episodio con la stessa semplicità. Pochi giorni prima della "battutaccia" di Di Primio, tra l'altro, gli ultrà teatini avevano espresso il loro "no" al boemo, che era tra i tre finalisti del Premio Prisco 2012, in modo in equivocabile: «Zeman a Chieti non lo vogliamo! - si leggeva su alcuni manifesti che hanno fatto il giro della rete - Basta con questa ondata di pescaresità e non, a tutti i costi. Chieti merita rispetto».
Non solo "guerra" di calcio tra Pescara e Chieti, ma, negli stessi giorni, è stata anche guerra di rifiuti tra i due capoluoghi, che sono a pochi chilometri di distanza: sempre a marzo, infatti, con la chiusura della discarica di Colle Cese di Spoltore, nel capoluogo adriatico c'é stata una vera e propria emergenza rifiuti - i cumuli di immondizia sono rimasti in strada per giorni - e il sindaco Di Primio non voleva aprire la discarica Casoni di Chieti.