"MATRIMONIO" ANNULLATO

Teatro, annullato anche lo spettacolo teatrale ‘I promessi sposi’

Solo qualche giorno l’annuncio trionfale da Palazzo di Città

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La conferenza stampa

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PESCARA. Quel matrimonio non s'ha da fare. Ed infatti non si farà. I "promessi sposi" non convoleranno a nozze. Almeno non qui a Pescara. «Una sbagliata gestione del piano di comunicazione da parte dei local promoter e scarso risultato delle prevendite fino a ieri».

Due righe due di motivazioni che arrivano dalla Raimo produzioni di Roma per spiegare tutto l’amaro per un dietro front improvviso.
Saltano così le date del 20 e 21 luglio de “I promessi Sposi”, lo spettacolo sponsorizzato e presentato a palazzo di città solo pochi giorni fa e che vede come attore di punta il pescarese Giò Di Tonno.
Le date forse saranno recuperate nel prossimo tour invernale. «Siamo profondamente dispiaciuti e chiediamo ufficialmente scusa a tutto il cast», scrive la Raimo, «in particolar modo all'artista Giò Di Tonno, Michele Guardì regista dello spettacolo, Paolo de Santillana, la produzione, Gianluca Pecchini, Stefano Rossi, Domenico Cappuccilli, Alessandra D'Attilio, Nicola Ricotta, Mariagrazia Palusci e a tutta l’amministrazione Comunale e i media locali».
Lo spettacolo è una produzione importante se non altro per i nomi coinvolti ed i numeri: dieci protagonisti, sei comprimari, ventidue ballerini-coristi che cantano dal vivo.

«Un’opera moderna musicale, diretta in modo straordinario dal regista televisivo Michele Guardì», aveva detto in conferenza stampa solo qualche giorno fa l’assessore Maria Grazia Palusci, «in questo caso nelle vesti anche di produttore e autore delle musiche, ballabili, orecchiabili, capaci di ‘farci amare ciò che a scuola abbiamo odiato’. Pescara si prepara ad accogliere, il 20 e 21 luglio prossimi, presso lo Stadio Adriano Flacco, uno degli eventi più eccezionali della nostra estate, reduce da una tournée di 148 repliche, che chiuderà a Pescara la sua stagione, in onore del protagonista, il cantante Giò Di Tonno, pescarese doc, un Don Rodrigo che nutrirà una passione per Lucia e che alla fine morirà da buono. E la stessa stagione ripartirà poi in inverno».
Lo spettacolo ha funzionato benissimo ovunque, aveva tenuto a precisare l’assessore Palusci, è lo spettacolo che nella passata stagione teatrale ha venduto di più con 148mila biglietti in 23 città italiane, da Trieste ad Agrigento: il debutto di San Siro il 18 giugno 2010 ha visto ventimila spettatori; nella Valle dei Templi di Agrigento sono stati in 14mila e nel Teatro degli Arcimboldi di Milano oltre ventimila spettatori.
A Pescara invece le vendite sono insoddisfacenti: per quali ragioni? E’ dovuto per caso alla poca sensibilità culturale dei pescaresi o a fattori diversi?
La “maledizione” di Pescara sembra non avere fine dopo l’ultima debacle legata allo spettacolo di Max Giusti, saltato all’ultimo momento per «problemi tecnici» imputabili a quanto è stato possibile appurare all’organizzazione locale. Ma anche in passato incidenti di vario genere hanno caratterizzato le cronache degli spettacoli organizzati in riva all’Adriatico.
Cosa succede, perché in una città che si vuole votare allo spettacolo, alla cultura che spende e investe si arriva poi ad annullare spettacoli con prevendite iniziate, spese effettuate, accordi presi?
Di certo queste cose non danno lustro alla città. Quello che emerge però è una approssimazione evidentemente -certificata da più fonti- dei partner locali, spesso improvvisati o non testati preventivamente. Un rischio che bisognerebbe ridurre al minimo visto che pure vi sono costi sostenuti dalla collettività.