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Bussi. Bonifica, industrializzazione e fondi pubblici: la Regione a braccetto con Solvay e Toto

Qual è il futuro dell’area e cosa si vuole fare?

Redazione Pdn

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Bussi. Bonifica, industrializzazione e fondi pubblici: la Regione a braccetto con Solvay e Toto
BUSSI. Sono pochi ad oggi i dati certi di questa storia che si preannuncia lunga, intricata e piena di ostacoli.

Intanto l’incredibile inquinamento ambientale derivante non solo dalla presenza ancora in loco della «discarica dei veleni più grande d’Europa» quanto per la presenza di diversi siti industriali che inoltre un secolo hanno lasciato il segno. Un segno pericoloso e velenoso. Da anni, dopo la scoperta dei veleni nel 2007 si dibatte su dove trovare i soldi per bonificare e come recuperare l’area. Si sono aggiunti nel frattempo 50 milioni che il Governo ha consegnato nelle mani del commissario straordinario per il risanamento del fiume Aterno-Pescara. Sopra queste vicende è calata l’intenzione del gruppo Toto spa di costruire un insediamento industriale, forse due, un cementificio che rientrerebbe nella filiera delle attività svolte dalla Toto spa ed una officina per la manutenzione delle locomotive che rientrerebbe invece nelle attività della Railone, la versione sui binari di Airone, sempre della famiglia Toto.
A febbraio il Consiglio comunale di Bussi aveva messo fretta alle istituzioni pubbliche, Regione e Governo, per una serie di ragioni e anche perchè di tempo se ne è perso molto.
Facendo leva sul problema della occupazione e sul rischio di licenziamento dei 160 dipendenti della Solvay ogni iniziativa è buona per appoggiare nuovi progetti che promettono entrate per le casse comunali e posti di lavoro. Esattamente come promette di fare Toto.
Ieri invece si è svolto presso l'Avvocatura dello Stato a Roma un incontro tra gli attori che stanno portando avanti tutta la problematica della bonifica e la conseguente reindustrializzazione dell'area industriale di Bussi. Erano presenti, oltre al vice presidente della Regione con delega allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, il sindaco di Bussi, il Commissario Adriano Goio, i rappresentanti ed i legali delle aziende Solvay e Toto, oltre all'avvocato Cristina De Nardis in rappresentanza dell'Avvocatura dello Stato.

Castiglione ha chiaramente aperto sia alla Solvay che a Toto puntando l’attenzione sul fatto che vi sono obblighi precisi in capo alla Solvay che questa deve onorare e che non possono essere disgiunti dalle proposte della ditta Toto che pure la regione cercherà di agevolare come potrà.
Insomma l’importante è il coordinamento.
«L’accordo di programma, come da predisposizione del Ministero dell'Ambiente, che prevede giustamente da parte della Solvay la messa in sicurezza dello stabilimento di Bussi», ha detto castiglione, «deve essere posto in sinergia ed armonia con l'ipotesi Toto di reindustrializzazione, già a conoscenza del Ministero».
«Dobbiamo cercare di fare presto, però, - ha affermato Castiglione - e di non sprecare le risorse pubbliche, ricordando che la messa in sicurezza dello stabilimento Solvay è collegata alla reindustrializzazione dell'area, per cui sono necessari atti concomitanti, che viaggino con binari e velocità simili e verso un'unica finalità, appunto quella della reindustrializzazione, "conditio sine qua non", tra l'altro, per l'utilizzo dei 50 milioni di euro affidati dallo Stato al commissario Goio».

Dal canto suo, l'avvocatessa De Nardis ha preso l'impegno di rendicontare al Ministero la seduta, e quindi l'avvio di una posizione unanime e concorde su cui proseguire il dialogo. Il tavolo tecnico si è dato appuntamento a breve, sulla base delle posizioni raggiunte, per delineare definitivamente una soluzione giuridica e tecnica capace di bonificare l'area e di reindustrializzarla, in modo proficuo.
Unica voce che pare dissonante nel nuovo idillio è quello di Rifondazione comunista che fa presente come la Solvay sia obbligata per legge a bonificare l’area e che nessun tipo di aiuto o finanziamento può intervenire a sgravare anche in parte questo obbligo giuridico preesistente.
Con un accordo di programma del 2007 sempre la Solvay ottenne notevoli finanziamenti pubblici per la realizzazione di un Impianto di Cloro-Soda con Celle a membrana dovendo garantire l’occupazione.

«È vergognoso e criminale», ha detto il segretario provinciale Rc, Corrado Di Sante, «qualsiasi tentativo che consenta a Solvay di fuggire via senza aver fatto la bonifica del sito industriale e con la dismissione dell’impianto, nonostante i notevoli finanziamenti pubblici fin qui ricevuti. La proposta Toto (dov’è il Piano industriale? Esiste?), che trova sponsor nel PD quanto nel PDL a tutti i livelli, mira a questa strada. Ciò è indecente ed intollerabile. I 50 milioni di euro pubblici finora destinati a bonificare parte delle aree del sito di bonifica vanno spesi per la bonifica e non per altro, attraverso un cronoprogramma dettagliato, mettendo a lavoro le maestranze già espulse dalla Solvay. Il Comune di Bussi, la Regione Abruzzo ed il Commissario si muovano in questa direzione la finiscano con il solito gioco delle tre carte: ieri si è foraggiato e lasciato fare alla Solvay, oggi con i soliti ricatti tocca a Toto. Come si fa a fidarsi delle promesse di Toto dopo che ha lasciato a spasso i lavoratori della Air-One Technics?»