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Montesilvano, terzo ponte sul Saline: «nella commissione Via nessun confronto»

Le osservazioni presentati contro un'opera che viene definita superflua e sovradimensionata

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La sezione del ponte

La sezione del ponte

MONTESILVANO. Tre ponti sono troppi. Forse. E la commissione Via chiamata ad esprimersi sul progetto del terzo ponte sul Saline presso la foce tra Montesilvano e Città Sant’Angelo «tira dritto per la sua strada senza dare spiegazioni, senza valutazioni di alternative, senza valutazione efficacia spesa».

Non sono affatto contenti le associazioni Patto per Montesilvano e Webstrade.it che nella seduta della commissione Via del 3 luglio scorso hanno presentato osservazioni al progetto. Per loro il ponte a ridosso della Warner Village di 41 metri di altezza sul livello dell’acqua è un "quid pluris", un di più economico e strutturale. E così hanno chiesto, almeno, che esso venga destinato esclusivamente come linea per il filobus e precluso al traffico veicolare.
Le osservazioni delle associazioni riguardano una serie di elementi. Per prima cosa, fa notare Giuseppe Di Giampietro presidente di Webstrade.it, non si sa con precisione quanto costerà l’operazione. Il modus operandi è lo stesso: si progetta, si impegnano risorse disponibili. Poi Dio pensa.
Seconda contestazione: è davvero necessario il terzo ponte? Ci sono già due ponti e la tangenziale di Pescara che attende di essere prolungata. Se questa dovesse completata ci troveremmo nella condizione di avere quattro ponti.
E poi il traffico. C’è bisogno di togliere dalle strade locali almeno 20 mila veicoli al giorno dei 60 mila che quotidianamente percorrono la direttrice costiera a Montesilvano spostandoli sul trasporto pubblico. Questa strada, se aperta ai veicoli, rischia di collegare i lungomari di Silvi e Montesilvano riversando un fiume di macchine pericoloso e inquinante vicino alla spiaggia che non ha incroci sul lato mare.

C’è poi un altro aspetto che merita attenzione sempre secondo l’associazione. Il terzo ponte non è stato mai previsto nei piani urbanistici di Comune di Montesilvano e della Provincia di Pescara. Era invece previsto un ponte per il trasporto pubblico che doveva arrivare fino a Silvi «ma i Comuni non hanno indicato in maniera chiara tracciato e sezione del nuovo asse metropolitano».
L’alternativa proposta da Webstrade.it è di aspettare la prosecuzione della tangenziale di Pescara e di incentivare il turismo sostenibile. Come? Facendo leva sulla ciclovia: implementando la via verde ciclopedonale (la ex ferrovia litoranea dismessa tra Ortona e Vasto della costa dei trabocchi, in provincia di Chieti), il collegamento delle reti ciclabili rivierasche in provincia di Teramo, da Martinsicuro a Silvi, con ponti prefabbricati in legno alle foci dei fiumi. Mancano, al momento, solo brevi tratti di questo percorso. Uno di questi è il tratto Montesilvano Silvi. Quale migliore occasione per completare il percorso con dei ponti leggeri ciclopedonali proprio sulla costa, come si è fatto in provincia di Teramo? Si chiede Di Giampietro, «questo, in particolare, a Montesilvano valorizzerebbe anche gli oltre 4 mila posti letto del complesso alberghiero locale, che potrebbe proporre un turismo libero dalle automobili lungo tutti i 130 chilometri di costa abruzzese. Invece, l’ottuso realismo politico spinge verso tre ponti per le macchine…La difficile tangenziale, un impopolare trasporto pubblico ed una poco allettante (per gli appalti) ciclovia litoranea, non attirano».