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Deposito petcoke della Bonefra: oggi si torna in commissione Via

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Deposito petcoke della Bonefra: oggi si torna in commissione Via
ORTONA. Oggi torna per la terza volta in Commissione Via (Valutazione di Impatto ambientale) il deposito di petcoke della Bonefra.

La seconda volta, il 3 luglio, c'erano diverse amministrazioni a difendere il proprio territorio a L'Aquila, e nonostante ci fosse in esame il secondo e controverso deposito di petcoke, proprio sulla banchina del porto di Ortona, nessun amministratore della città si è fatto vedere. Il Wwf chiede all’amministrazione comunale impegni immediati contro il petcoke proprio mentre il consigliere regionale dei Verdi, Walter Caporale, denuncia il tentativo di cancellare con un colpo di spugna, la trasparenza in commissione.
Così mentre a L’Aquila questa mattina si passeranno in rassegna nuovi progetti e se ne valuterà l’impatto ambientale, sempre nel capoluogo di regione la maggioranza di centrodestra si appresterà a cancellare le norme di trasparenza sugli atti della procedura della Via.
Alle 10.30, infatti, la prima commissione (Bilancio) dovrà discutere gli emendamenti presentati al progetto di legge sulle misure di pubblicità degli atti dell'autorità competente in materia di valutazione ambientale.
Il capogruppo dei Verdi Walter Caporale annuncia un feroce ostruzionismo: «sono certo che in nessun paesi una assemblea legislativa perderebbe così tanto tempo per decidere se mantenere in vigore o sopprimere principi di trasparenza e partecipazione in materia di valutazione di impatto ambientale», denuncia Caporale.

La Valutazione d'Impatto Ambientale è uno strumento di supporto decisionale tecnico-politico finalizzato a migliorare la trasparenza delle decisioni pubbliche consentendo di definire un bilancio beneficio-danno, inteso non solo sotto il profilo ecologico-ambientale, ma anche sotto quello economico-sociale, finalizzato alla gestione ottimale delle risorse.
Ne sanno qualcosa in casa Wwf che chiede all’amministrazione comunale ortonese impegni immediati contro il petcoke.
Il progetto è stato avanzata della ditta Bonfera srl di cui è anche socio l’ ex sindaco di Ortona Nicola Fratino. Il nascituro sito di stoccaggio dovrebbe collocarsi direttamente sul porto: banchina di Riva Vecchia, all'interno di uno dei 4 capannoni che occuperanno 2.450 mq complessivi e tratterà il pertcoke (quel materiale che gli stessi petrolieri chiamano “la feccia del petrolio” per le sue intrinseche potenzialità inquinanti). Il tonnellaggio stoccato dal nuovo impianto sarà come quello previsto dal progetto già approvato ed operativo in contrada Tamarete della F.lli Nervegna Autotrasporti s.rl.: 75.000 tonnellate di petrolio-carbone l'anno.

«La richiesta di essere auditi in Commissione è un diritto ma soprattutto è un dovere, dato che può incidere fortemente sulle decisioni della Commissione», hanno sottolineato Wwf Zona Frentana e Costa Teatina che chiede ai rappresentanti dell’ amministrazione comunale di Ortona di andare a L’Aquila, «a meno che il petcoke non servisse solo per farci campagna elettorale sopra».
«Questa amministrazione deve ancora dimostrare con i fatti la propria sensibilità ed attenzione alle problematiche ambientali», denuncia Fabrizia Arduini. «Ma non sembra sia cambiato molto rispetto all’amministrazione precedente, leggendo i toni enfatici sia del sindaco D'Ottavio che quelli ancora più stridenti dell'assessore all'ambiente Serafini, sul “nodo infrastrutturale strategico per implementare il traffico con l'est Europa”: la Postilli Riccio, una strada, come amano ripetere, foriera di benessere, turismo ecc. Toni enfatici anche sulla spesa che ha affrontato il Comune – fondi comunali e quindi di tutti gli ortonesi- 800mila euro. Ma il Sindaco e l’assessore dovrebbero spiegarci perché il turista che vuole la spiaggia attrezzata dovrebbe venire ad Ortona piuttosto che andare in luoghi che da sempre offrono quel tipo di servizi?»
Ines Palena, presidente dell’associazione Wwf Zona Frentana e Costa teatina, rincara la dose: «Ortona ha delle grandi potenzialità di attrattiva turistica, potendo contare, tra le tante cose, su di un bel centro storico, un comparto vitivinicolo di alto livello, numerosi lidi balneari e soprattutto su due Riserve Regionali, Ripari di Giobbe e Punta Acquabella, in posizione strategica dato che sono all’ingresso del futuro Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi. Peccato che queste due riserve siano completamente abbandonate a se stesse e prive del necessario Piano di Assetto Naturalistico. L’amministrazione comunale deve capire che sono queste le risorse su cui puntare per una reale rinascita economica e per un benessere durevole del proprio territorio»