TRASPORTI

Trasporti, che caos. Sindacati contro Gtm: «non funziona nulla»

Il coro di protesta su piano trasporti, bando di gara, disservizi

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La sede della Gtm

La sede della Gtm

PESCARA. Quel bando li ha fatti arrabbiare.

Quella attesa estenuante sulle banchine degli autobus li ha fatti surriscaldare. Quel caldo insopportabile a bordo li ha fatti smaniare.
I sindacati sull’orlo di guerra contro Gtm, l’azienda di trasporto pubblico locale. A poco tempo, si dice, dal progetto di fusione delle tre aziende di trasporto pubbliche (Arpa, Gtm e Sangritana) in un’azienda unica, nulla sembra andare per il verso giusto.
A partire dal bando pubblicato dalla Gtm per nuovi lavoratori a finire con il nuovo piano trasporti pensato per gestire meglio le linee urbane e servire aree scoperte, risoltosi secondo i sindacati in un flop.
«Che cosa hanno in mente i vertici Gtm? La politica dia  un segnale» sono le richieste di Filt Cgil, Fit-Cisl, Faisa Cisal, Ugl.

IL BANDO CHE SBANDA
L’ira dei sindacati non si contiene davanti al bando che la Gtm di Pescara ha pubblicato il 4 luglio scorso. Oggetto: 6 lavoratori full time da assumere. Durata del contratto: un mese con possibilità di rinnovo. Le nuove maestranze dovranno assicurare il trasporto per autobus urbani e suburbani durante il periodo di ferie programmate del personale di ruolo e per la copertura di eventuali necessità derivanti dall'organizzazione giornaliera dei turni di servizio.
Per  i sindacati tutto questo è inaccettabile visto che la stessa azienda Gtm, dicono, «nel giustificare il mancato passaggio dei contratti di lavoro dei suoi lavoratori da part-time a full-time diceva che il personale era ampiamente sovradimensionato ed in grado non solo di garantire la regolare fruizione delle ferie e di abbattere quelle residuali ma ancor più di produrre un sensibile ridimensionamento delle eccessive prestazioni straordinarie».
Ora, d’un tratto tutto è cambiato? L’azienda ha bisogno di nuova forza lavoro?
Le sigle poi contestano la modalità del bando adottato senza previa consultazione con i sindacati, in violazione del contratto collettivo dei lavoratori.

«PIANO TRASPORTI? UN FLOP»
Il piano trasporti non funziona. Parola di Filt Cgil - Fit Cisl - Faisa Cisal - Ugl Autoferro.
Sin dal suo ingresso in città ha arrecato problemi: ai viaggiatori (le attese alle banchine sono condite dalle temperature roventi a bordo dei mezzi), agli autisti che non sono stati consultati nella stesura del piano e devono beccarsi le lamentele degli utenti;  alle linee 3-8-38- 6 che si sovrappongono. Succede, ad esempio, che si vedano 3-8-e 6 procedere perfettamente allineati nel tragitto urbano, con caos e confusione.

ALTRI  DISSERVIZI
E poi rimangono i problemi di sempre. Per i sindacati il colore verde delle paline alle fermate è inadeguato alla visibilità, alcune sono state installate prima della pensilina altre dopo, la distanza dal marciapiede  impedisce al mezzo di avvicinarsi  senza che lo specchietto retrovisore venga danneggiato dalla palina stessa. Spesso i numeri e gli orari degli autobus alle fermate non sono visibili.
E ancora: 5 autobus elettrici risultano inutilizzati dal 2000 a fronte di una spesa di svariati milioni di euro, e parcheggiati all’interno della recinzione dell’ex mercato coperto di Via Maestri del lavoro.

«DIRIGENTI: SCHEGGE IMPAZZITE»

I vertici  della Gtm, secondo i sindacati, «sono schegge impazzite». Mentre la politica affonda nei silenzi. Circa 7 mesi fa, racconta  l’Ugl, «abbiamo inviato una lettera aperta al presidente della Regione Abruzzo Chiodi, all’assessore ai Trasporti Morra, al presidente della Provincia di Pescara Testa, al sindaco di Pescara Albore Mascia, senza che alcuno di essi mostrasse il benché minimo desiderio de una pur marginale risposta. Successivamente il segretario provinciale degli autoferrotranvieri Gabriele D’Aloisio insieme al segretario provinciale Ugl Pescara Gianna De Amicis, hanno incontrato il presidente della Gtm Russo ed anche in questo caso la conversazione si  è conclusa con un nulla di fatto».
Il timore secondo i sindacati è che i dirigenti restino incollati alle poltrone, che la fusione di cui tanto si parla possa risolversi in un nulla di fatto  o in una preparazione guidata delle gare per l’acquisizione da parte dei privati di queste linee.
«E’ ora che le aziende di trasporto tornino ad occuparsi di più dei problemi del servizio e delle condizione dei lavoratori dipendenti», dicono le sigle, «e che la politica dia uno scossone. Lo facciano perché per questo sono lautamente pagati con i soldi dei cittadini abruzzesi».